Diaman Blog

Nel blog di Diaman opinioni a confronto sui temi della finanza nazionale ed internazionale.

Approccio Bottom Up contro Top Down

Approccio Bottom Up contro Top Down

Molto spesso, chi lavora nel settore della finanza sente nominare questi termini e probabilmente tutti loro conoscono il loro significato.

Però per il piccolo e medio risparmiatore potrebbero essere sconosciuti o non bene compresi.

Quindi ho pensato di dedicare un post a questi processi di investimento, ai loro benefici e difetti ma anche per proporre una soluzione molto Smart per chi usa questi processi per il loro lavoro quotidiano.

Iniziamo con il loto significato: 1) Bottom Up significa dal basso verso l’alto mentre 2) Top Down significa dall’alto verso il basso.

Questi processi possono essere utilizzati entrambi sia per la gestione di primo livello che la gestione di secondo livello.

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Malta, l'isola dei blocchi sequenziali

Malta, l'isola dei blocchi sequenziali

Questo martedì ho assistito ad una conferenza a Malta, sulle nuove normative approvate dal governo Maltese e che entreranno in vigore da ottobre 2018.

MALTA, THE BLOCKCHAIN ISLAND

Per chi aveva ancora dei dubbi che la Blockchain insieme ai Crypto Assets potessero diventare una realtà, dovrà necessariamente ricredersi, perché con Malta è iniziato il processo di regolamentazione di un nuovo fenomeno che cambierà il mondo e la nostra vita.

Come sempre chi prima riuscirà a sfruttare una nuova tecnologia avrà grossi vantaggi rispetto a chi la ignorerà e ancora di più rispetto a chi la osteggerà.

EVOLUZIONE NORMATIVA

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Come si valuta un Certificato Autocallable

Come si valuta un Certificato Autocallable

Ho assistito sui social a molti dibattiti sulla qualità di un certificato rispetto ad un altro, spesso basati più su motivazioni di interesse che su analisi oggettive.

Allora ho pensato che fosse importante fare chiarezza su alcuni principi base dei certificati di investimento Autocallable, ovvero che possono essere richiamati prima della scadenza al verificarsi di determinati eventi.

RISCHIO/RENDIMENTO

Premetto un aspetto fondamentale che vale per tutti gli investimenti: c’è sempre una relazione proporzionale tra rendimento e rischio, che può essere mitigata, certo ma tendenzialmente se un prodotto rende più di un altro il motivo c’è e bisogna conoscerlo prima di ogni decisione di investimento.

PROBABILITA' COMPOSTA

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3 domande da non fare mai al consulente finanziario

3 domande da non fare mai al consulente finanziario

Questa settimana vorrei affrontare un tema, comunque molto importante, in tono semiserio.

Lavorando in finanza dal 1999 e avendo vissuto molte fasi diverse dei mercati finanziari, ho avuto modo di confrontarmi con tantissime persone, sia estremamente professionali, sia estremamente ignoranti, nel senso che ignoravano i funzionamenti dei mercati finanziari e le logiche di funzionamento degli stessi.

Quindi ho pensato di proporre tre domande che spesso i consulenti si sentono porre dai loro clienti o dai loro potenziali clienti che in realtà sarebbe meglio non fare mai:

1) Ho 10.000 Euro, dove mi conviene investirli?

Chi pone questa domanda in realtà cela in maniera maldestra una sua scarsa comprensione dei mercati finanziari.

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Daniele Bernardi
No Giuliano, il senso è che pianificare la propria vita dal punto di vista finanziario non si può riassumere in: "ho qualche spicc... Leggi tutto
Lunedì, 09 Luglio 2018 10:10
Ospite — giuliano galiardi
Insomma si tratta di programmare gli investimenti augurandosi di avere indietro i soldi tra 3, 5 e oltre anni. E' questa la morale... Leggi tutto
Lunedì, 09 Luglio 2018 08:45
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Quanto mal di pancia questi mercati finanziari

Quanto mal di pancia questi mercati finanziari

Completando la serie di post riguardanti gli indicatori deterministici, che ritengo una reale e valida alternativa agli indicatori di media e varianza, oggi analizziamo l’Ulcer Index.

Questo indicatore, presentato nel 1989 da Peter Martin in un libro, se non sbaglio di Fidelity, non ha mai purtroppo avuto l’importanza che merita dalla comunità accademica perché non è mai stato pubblicato un paper con i classici canoni accademici.

Quindi il compito della divulgazione di tale indicatore spetta ai pratictioners, ovvero agli operatori del mercato che giorno dopo giorno combattono per ottenere dei rendimenti migliori possibili per i propri clienti.

A differenza della Volatilità, che è il termine pratico per chiamare la deviazione standard, meno conosciuto dai non addetti ai lavori, che è un indicatore simmetrico, l’ulcer index è un indicatore asimmetrico.

Mi spiego meglio.

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Ospite — Gurrieri Francesco
Il libro era: The Investor's Guide to Fidelity Funds (Peter G. Martin - Byron B. McCann). Condivido con quanto scritto, anche perc... Leggi tutto
Sabato, 30 Giugno 2018 18:20
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Market Timing sul Bitcoin con il DIAMAN Ratio

Market Timing sul Bitcoin con il DIAMAN Ratio

Alcuni anni fa ho spiegato come fare Market Timing utilizzando il DIAMAN Ratio come indicatore predittivo dei Trend di mercato.

Per chi vuole rileggersi i posts, il titolo era Introduzione al DIAMAN Ratio e Strategia di TIMING con il DIAMAN Ratio.

Ho recentemente provato ad applicare il DIAMAN Ratio sulle Crypto per verificare se anche su questa tipologia di Asset Class possa funzionare e avere un utilizzo pratico.

Con mia somma sorpresa, (in realtà me lo aspettavo) senza nessun tipo di ottimizzazione, ho scoperto che il DIAMAN Ratio è in grado di ottenere rendimenti migliori delle stesse Crypto Valute riducendo per di più la perdita massima.

Perché me lo aspettavo? Perché il market timing funziona alla grande in periodi di crisi dei mercati, per esempio nel 2003 e nel 2008 chi ha beneficiato dei nostri modelli ha perso molto meno del mercato e quindi ha ottenuto una “risk adjusted performance” (rendimento corretto per il rischio assunto) nettamente migliore della strategia “Buy and Hold” (compra e tieni sempre investito).

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Indicatore deterministico di perdita massima

Indicatore deterministico di perdita massima

Continuando il percorso degli indicatori deterministici non basati sulla logica di media e varianza, oggi esaminiamo il fantomatico “max drawdown” ovvero la perdita massima che uno strumento finanziario, qualunque esso sia ha subito in precedenza.

Partiamo da come si calcola, che è semplice ma è opportuno comprendere bene, supponiamo che al tempo t1 il valore di un fondo sia 100, al tempo t2 il valore è 105, al tempo t3 il valore torna a 101, il drawdown è pari al 4%, ovvero è la differenza tra il valore massimo della serie storica e il valore minimo successivo al massimo.

Chiaramente se poi la serie storica cala ancora a 90, il max drawdown sarà quasi del 15%.

PERCHE' E' IMPORTANTE?

Perché evidenzia la perdita massima che un determinato strumento finanziario, sia esso un fondo, un titolo azionario, una crypto valuta o uno strumento monetario ha subito nel corso del tempo.

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Metodo alternativo per calcolare il rendimento atteso

Metodo alternativo per calcolare il rendimento atteso

 

Il rendimento atteso (in inglese expected return) è un parametro fondamentale per stimare i rendimenti futuri di una determinata asset class necessari per i modelli come Markowitz, il calcolo dello Sharpe Ratio, il Capital Market Line ecc...

La statistica finanziaria utilizza in maniera predominante indicatori statistici basati sulla media e sulla varianza e prende i rendimenti storici e suppone che i rendimenti futuri saranno uguali a quelli passati.

DIFETTI

La media è comunemente calcolata come rendimento medio annuo, che però funziona abbastanza bene quando si considerano rendimenti annuali mentre funziona male se si utilizzano i rendimenti giornalieri o mensili (spesso in realtà usati sulle serie storiche brevi, ovvero a tre-cinque anni).

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Come descrivere i Mercati Finanziari

Come descrivere i Mercati Finanziari

Qualsiasi strumento finanziario che abbia un prezzo oggi, domani avrà un altro prezzo, più alto o più basso, dopodomani avrà ancora un altro prezzo e così via.

La sequenzialità dei prezzi nel tempo genera la cosiddetta “serie storica dei prezzi” che ne descrive l’andamento nel tempo.

STORIA

Per poter elaborare statistiche, metriche, previsioni, analisi, Eugene Fama nel 1965 ha elaborato la Random Walk Hypothesis, ovvero della casualità dell’andamento dei prezzi nei mercati finanziari.

Sebbene queste teorie erano state avanzate da Lois Bacheller nei primi anni del 1900 con il suo lavoro “Theory of Speculation”, il premio Nobel Eugene Fama portò dimostrazioni empiriche oltre che teoriche a supporto di questa teoria che i mercati azionari fossero casuali elaborando anche la Efficient Market Hypothesis, sostenendo che fosse impossibile speculare sui mercati finanziari.

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Ospite — Gurrieri Francesco
Concordo! Il problema è che le autorità di controllo, tipo la Consob e l'OCF (faccio riferimento a quelle che controllano e contro... Leggi tutto
Sabato, 02 Giugno 2018 15:50
Daniele Bernardi
Caro Francesco, non se ne esce a breve da questa situazione, ma un conto è il rapporto con le autorità di vigilanza, l'altro è il... Leggi tutto
Sabato, 02 Giugno 2018 15:55
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Modelli semplici Contro Modelli complessi

Modelli semplici Contro Modelli complessi

Riparto dal post della settimana scorsa Euristiche in finanza Per completare l’analisi dell’intervento del prof. Gerd Gigerenzer, Del Mark Planck Institute of Human Development, visto che è stato veramente bello.

Riassumendo velocemente il post, per chi non ha voglia di leggerselo, è partito da un concetto di definizione di rischio e di incertezza, due ambienti completamente diversi:

1)Rischio è un ambiente dove noi possiamo prendere le decisioni quando tutte le alternative, le conseguenze e le probabilità sono note. In questo ambiente funziona bene l’ottimizzazione.

2)Ma la realtà non è purtroppo ben determinata e ascrivibile al campo delle probabilità semplici perché non conosciamo tutte le alternative, tutte le conseguenze e le probabilità delle nostre scelte.

Oltre all’esempio del ragazzo che deve prendere la palla, ha poi portato un altro esempio di come le euristiche umane hanno risolto situazioni molto complicate, come il miracolo del Hudson River dove i piloti, guardando la torre di controllo dell’aeroporto in lontananza che diventava più grande, hanno convenuto che non sarebbero riusciti ad atterrare e quindi sono scesi sul fiume.

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Euristiche in finanza

Euristiche in finanza

Sono tornato da una quattro giorni di full immersion sulle metodologie quantitative e modelli matematici applicati alla finanza; la conferenza si chiama Quant Minds International e si è tenuta a Lisbona.

Ho avuto l’onore e l’onere di essere il primo speaker il lunedì mattina (quello che conta meno e che parla quando la sala è ancora mezza vuota, per intenderci), però dopo aver spiegato il nostro progetto e la nostra idea di congiunzione tra finanza tradizionale e blockchain, comprensivo di crypto assets, ho potuto godermi fior fiore di accademici e pratictioner da tutto il mondo.

Per chi ha studiato Derivati all’università e come calcolare il prezzo delle opzioni, sicuramente avrà studiato dal libro di John Hull; beh, vi assicuro che sentirlo di persona e poi essere anche seduto a fianco a lui come scolaretti durante altri interventi è stato emozionante.

Ho materiale da condividere con voi per settimane se non mesi, ma una cosa mi ha lasciato il segno più di altre, ovvero l’intervento del Prof. Gerd Gigerenzer del Mark Planck Institute for Human Development di Berlino che ha parlato di Euristiche e di come spesso ci perdiamo in concetti banali, rendendoli sofisticati, credendo per di più di avere ragione.

Il concetto principale che condivido in pieno, ma mai avevo sentito descrivere così chiaramente è legato alle semplificazioni euristiche che l’uomo elabora senza neppure accorgersene, in seguito all’esperienza e in seguito a processi mentali semplificati perfezionati negli anni.

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Ospite — Gurrieri Francesco
Perfetto! Condivido pienamente quanto da lei scritto. Cordialmente, Francesco Gurrieri.
Lunedì, 21 Maggio 2018 09:55
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L’inizio della fine

L’inizio della fine

E’ passato solo un quadrimestre di questo 2018 ma i primi segnali ci sono tutti, il mercato obbligazionario ha iniziato il declino che moltissimi si aspettano da diverso tempo, ovvero il declino dei prezzi derivante dal rialzo dei tassi di interesse.

PER CHI NON CONOSCE LE OBBLIGAZIONI

Ricordiamo per chi non mastica finanza tutti i giorni, che i prezzi delle obbligazioni sono inversamente legati al rendimento delle stesse, facciamo un esempio per rendere meglio l’idea:

Immaginate che i tassi di interesse di riferimento siano al 1%, qual è il prezzo corretto di una obbligazione che ha la cedola del 5% e che scade tra 12 mesi? 104, perché se costasse di meno sarebbe interessante acquistarla perché renderebbe di più del 1%, in quanto dopo un anno verrebbe rimborsato 100 più 5 della cedola.

Mentre se ad un anno dalla scadenza, il tasso di riferimento fosse del 5%, con una cedola del 5% il prezzo corretto sarebbe 100.

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ATTENZIONE: leggere attentamente prima di ogni investimento

ATTENZIONE: leggere attentamente prima di ogni investimento

L’essere umano è molto particolare, è convinto di fare sempre il giusto e non sbagliare mai, (poi davanti ad un errore si è sempre tentati a dare la colpa a qualcun altro o qualcos’altro non dipendente da noi, ma è un altro discorso).

Però davanti ad una scritta del tipo “il fumo uccide”, le persone comprano come nulla fosse le sigarette e se le fumano beatamente senza preoccuparsi della loro salute e del loro futuro.

OGNUNO IL PROPRIO MESTIERE

Non biasimo i tabaccai per il fatto che loro vendono sigarette che nuocciono alla salute, e non posso nemmeno pretendere che gli stessi forniscano degli approfondimenti tecnici sul perché il fumo distrugge i polmoni nel tempo e aumenta drasticamente la probabilità di contrarre un tumore agli stessi precocemente; perché se lo facessero, probabilmente le persone non entrerebbero più in tabaccheria e loro dovrebbero chiudere l’attività.

MA LE BANCHE?

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Ospite — Fabrizio Monge
Da stampare e distribuire in migliaia di copie, grande Daniele
Sabato, 05 Maggio 2018 14:44
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Gestione Passiva VS Gestione Attiva

Gestione Passiva VS Gestione Attiva

Il dibattito su questo argomento è sempre acceso e fiumi di parole sono state spese a difesa di una o dell’altra tecnica di gestione.

Oggi voglio portare un esempio e una serie di ragionamenti che spero serviranno a molti per indirizzare le scelte di investimento per il futuro nella giusta direzione.

OTTIMI STRUMENTI

Premetto che non sto parlando di ETF contro Fondi attivi, non è questo il punto essenziale, parto dal presupposto che entrambi gli strumenti siano validi e svolgano correttamente il loro lavoro, quello di distribuire correttamente i rischi ed evitare i principali errori comportamentali degli investitori che acquistano e si innamorano di un solo titolo e quindi concentrano, spesso senza saperlo speranze, ma anche rischi che spesso ignora.

GESTORI PATRIMONIALI

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PHI Token listato sul primo Exchange

PHI Token listato sul primo Exchange

Carissimi PHI Token holders, è giunto il momento tanto atteso di quotare il PHI Token sul primo exchange.

Dal giorno 24 aprile sarà possibile acquistare (si spera) o vendere (se proprio necessario) il PHI Token su Livecoin.

Livecoin,net è un exchange cosiddetto di seconda fascia, in quanto scambia oltre 35 milioni di USD di contro valore al giorno che è relativamente poco rispetto ai grandi exchange come Binance o Bitfinex, ma comunque si distingue rispetto ai numerosi exchange che muovono qualche milione al giorno.

PAIRS

Il PHI Token sarà scambiato contro BTC, ETH e USD, permettendo ai più esperti di poter fare degli arbitraggi in attesa del secondo e terzo Exchange che mi auguro potremmo annunciare a breve.

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Lettera aperta del CEO riguardo il progetto PHI Token

Lettera aperta del CEO riguardo il progetto PHI Token

Carissimi detentori di PHI Token,

GRAZIE, Grazie della fiducia che ci avete riservato acquistando i PHI Token e credendo nel progetto.

EXCHANGE

Ci risulta che molti altri vogliano unirsi a questo progetto e per far questo abbiamo deciso di listare in anticipo rispetto alla nostra tabella di marcia i PHI Token su alcuni exchange. Questo permetterà quindi di aumentare il numero di acquirenti e per chi possiede già phi token di aumentare la propria quota. Contemporaneamente se qualcuno avesse necessità di abbandonare il progetto anzitempo, perdendo a mio avviso una grossa occasione, sarà comunque libero di poterlo fare.

AIRDROP

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Perchè la concorrenza tra Asset Manager è importante

Perchè la concorrenza tra Asset Manager è importante

Ieri sera ho assistito ad una partita di pallavolo di mio figlio.

Ha sedici anni e la partita era una semifinale regionale di Under 20, è stato convocato in teoria per fare numero, ma in pratica l'opposto titolare, che è anche il capitano della squadra nei primi due set era decisamente sotto tono, tant'è che l'allenatore alla fine del secondo set ha messo dentro Lorenzo che ha fatto due ace (punti in battuta per chi non è pratico) e si è conquistato la fiducia dell'allenatore per il terzo set, che la squadra poi ha vinto anche grazie ad una sua buona prestazione (sono di parte e quindi non posso eccedere con gli aggettivi...).

A metà del quarto set l'allenatore ha rimesso dentro l'opposto titolare che era praticamente trasformato, ha giocato molto bene e trascinato alla vittoria 3 a 2 la squadra.

Perché vi ho fatto questo esempio? perché è l'apoteosi di quanto sia importante la competizione.

MONDO REALE

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PHI Token è una realtà

PHI Token è una realtà

Sono a casa ammalato, probabilmente per lo stress procurato dall'intenso periodo che il mio corpo adesso mi sta facendo pagare, però ce l'abbiamo fatta, PHI Token, la crypto currency creata da DIAMAN Capital, società maltese del gruppo è finalmente diventata realtà.

Non è andata come speravo in termini di vendita dei token, avevamo previsto di venderne 15 milioni e invece ne abbiamo venduti 5 milioni di token, però sono più che sufficienti per realizzare il nostro innovativo progetto di piattaforma ibrida di investimento.

Che dire, sono contento del mio team che mi ha supportato e sopportato, dei partners che si stanno affacciando e vogliono collaborare con noi al nostro progetto, ma soprattutto sono molto contento per tutte quelle persone che ci hanno sostenuto acquistando il nostro PHI Token convinti che il nostro progetto possa veramente rivoluzionare il risparmio gestito.

 

Ma questo è solo il primo passo, come diceva sempre un mio ottimo direttore commerciale quando acquisivamo un cliente: "adesso il danno è fatto, bisogna gestirlo e farlo diventare un'opportunità" e ritengo che sia così anche con il PHI Token.

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La Blockchain per la gestione dei dati

La Blockchain per la gestione dei dati

Quanto tra il 2009 e il 2013 DIAMAN era una SIM, ovvero una Società di Intermediazione Mobiliare autorizzata dalla Consob e Banca d’Italia, e quindi un intermediario autorizzato, mi era stato chiesto di dotarmi, tra le varie procedure, di un Archivio Unico Informatico, soprannominato AUI che doveva possedere doti di immodificabilità dei dati inseriti e doveva inoltre tenere data certa del momento in cui i dati venivano inseriti.

DATABASE OBSOLETI

Inutile dire che con la tecnologia tuttora diffusa tra gli intermediari, queste caratteristiche sono facilmente eludibili e per nulla immodificabili.

Certo, la società che produce l’archivio unico cerca con diversi stratagemmi di rendere difficile all’intermediario la modifica dei dati, che però ovviamente possono essere modificati da esperti o dalla società stessa in casi “delicati”.

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PHI = Platform for Hybrid Investments (spiegazione)

PHI = Platform for Hybrid Investments (spiegazione)

Un qualsiasi settore industriale funziona se è in grado di fornire un servizio od un prodotto realizzato ad un costo inferiore rispetto ai ricavi che vengono incassati.

L’industria finanziaria oggi ha un costo molto superiore al ricavi attesi che essa quasi sicuramente sarà in grado di produrre per i clienti.

NON FACILE DA NOTARE

L’aleatorietà con cui i risultati finanziari vengono prodotti, ovvero l’incertezza che deriva dai risultati futuri, uniti alla volatilità dei mercati in parte riesce a mascherare il problema.

L’industria finanziaria sembra che stia ignorando questo problema, perché fintanto che incassa le laute commissioni dagli ignari clienti che non si rendono conto di tale problema, essa prospera e continua a fare utili, ma non sta generando in realtà il cosiddetto “value for money”, ovvero non genera valore per i soldi che il cliente spende e questo rappresenta un grande problema che l’industria finanziaria prima o poi dovrà affrontare.

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