Diaman Blog

Nel blog di Diaman opinioni a confronto sui temi della finanza nazionale ed internazionale.

#FondiQuotati, parte due

#FondiQuotati, parte due

La ormai prossima quotazione dei fondi comuni nel segmento ETFplus di Borsa Italiana è una rivoluzione storica nel panorama europeo degli investimenti.

Ancora una volta, dopo la regolamentazione dell’Equity Crowdfunding, l’Italia si conferma leader in Europa proponendo una innovativa metodologia di sottoscrizione che permetterà ad investitori privati ed istituzionali di acquistare i fondi comuni molto più facilmente.

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Fondi Quotati, si parte!

Fondi Quotati, si parte!

Cari lettori, finalmente ci siamo. In data 3 dicembre 2014, (la data di nascita dell'amico Paggiaro Adriano, professore di Statistica, con cui ho sviluppato la prima formula di gestione dinamica ancora in uso in diversi strumenti finanziari, che sia un segno del destino?) ho depositato in Borsa Italiana la domanda di quotazione dei comparti DIAMAN Sicav, probabilmente per primi o al massimo secondi tra gli intermediari che hanno deciso di intraprendere questa opportunità.

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Ospite — Marco
ciao Daniele. Condivido la tua idea di maggior visibilità dei fondi grazie alla quotazione. Per le realtà piu' piccole è un bel bi... Leggi tutto
Domenica, 07 Dicembre 2014 07:42
Daniele Bernardi
Ciao Marco, domanda interessante, noi da parte nostra stiamo predisponendo un piano di marketing, ma mi auguro che tra le società ... Leggi tutto
Domenica, 07 Dicembre 2014 08:00
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Buon Compleanno

Buon Compleanno

Tanti auguri DIAMAN Blog, un anno fa ho iniziato questa avventura di trasferire a chi mi legge più possibile le mie conoscenze e convinzioni sui mercati finanziari e sulla statistica utilizzata per analizzarli.

In tutta onesta non credevo di riuscire a mantenere una costanza di scrivere un post ogni fine settimana, ma dopo un anno e soli due week end saltati in estate, posso dire di essere orgoglioso della mia costanza e determinazione nel mantenere un impegno preso (di mia volontà e iniziativa) con i pochi o tanti lettori che si sono imbattuti nel nostro blog.

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Ospite — roberto
Ciao Daniele,considerando che hai piu' meno passato la quarantina come me e che la vita media e' piu' o meno 83 anni per gli uomin... Leggi tutto
Domenica, 30 Novembre 2014 11:04
Daniele Bernardi
Grazie Roberto dell'augurio di lunga vita, anche se ad oggi non ho idea di come potrei trovare 2150 argomenti di cui parlare...
Domenica, 30 Novembre 2014 12:09
Ospite — valerio de stasio
non vediamo l'ora che quotiate i vostri fondi alla borsa di milano per poterli comprare senza dover cercare l'intermediario che li... Leggi tutto
Lunedì, 01 Dicembre 2014 10:11
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Perchè il Rating implicito è uno strumento straordinario

Perchè il Rating implicito è uno strumento straordinario

La scorsa settimana abbiamo visto cos'è il nostro iRating con il post Cosa significa Rating Implicito.

Avete avuto modo di conoscere uno strumento che può aiutare tantissimo ad evitare di trovarsi con il cerino in mano quando una società inizia a deteriorare le possibilità di restituzione del denaro agli investitori obbligazionisti.

Siamo tutti consapevoli che la restituzione del denaro di un investimento obbligazionario avviene nel momento in cui l'azienda riesce a far fronte ai propri impegni e mantiene le previsioni ed i budget di crescita che si è prefissa per aumentare il business e successivamente poter restituire agli investitori i soldi imprestati con lo scopo proprio di far crescere la società.

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Cosa significa Rating Implicito

Cosa significa Rating Implicito

La settimana scorsa abbiamo visto Come si valutano i rischi delle aziende utilizzando i Rating ufficiali delle Agenzie di Rating semplificando la lettura delle valutazioni grazie al nostro iScoring che trasforma le difficilmente comprensibili lettere in numeri come in una pagella scolastica.

Oggi ci tengo a presentarvi, per chi non lo conosce già, un processo di valutazione indipendente per analizzare il rischio di credito che viene estratto "implicitamente" dalle informazioni che i mercati finanziari conoscono.

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Come si valutano i rischi delle aziende

Come si valutano i rischi delle aziende

Visto l'attuale contesto dei mercato delle obbligazioni corporate, dove gli spread sono minimi e dove oltre l'ottanta per cento dei bond societari ha un rendimento inferiore al 4%, il tema del rischio credito diventerà a breve di forte attualità.

Tutti conosciamo cosa sono i Rating e quali società monopolizzano al mondo il sistema di valutazione delle aziende dal punto di vista di rischio credito.

Molti concordano con la necessità di avere una valutazione quanto più indipendente possibile per comprendere se un'azienda ha un elevato rischio di default, e quindi di non restituzione del capitale, ovvero è solida e rappresenta una certezza.

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La conferenza dei sogni

La conferenza dei sogni

Mancano 4 mesi alla decima edizione della nostra conferenza annuale sul risparmio gestito ed è già quasi tutto pronto.

Permettetemi di fare un plauso al mio TEAM che quest'anno con largo anticipo si è mosso per rendere questa decima edizione memorabile e indimenticabile.

Tutti gli imprenditori prendono a modello una società a cui ispirarsi; personalmente ne ho due, una è inarrivabile ed è Renaissance Technology e l'altra è Winton Capital, società di Londra fortissima sulle strategie quantitative.

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Un momentum, parlano gli accademici

Un momentum, parlano gli accademici

Come anticipato la settima scorsa, sono andato a Nashville in Tennessee alla conferenza annuale (la trentacinquesima per l'esattezza) della FMA ovvero Financial Management Association.

265 sessioni da tre paper l'una in tre giorni di conferenza, un tour de force che fa comprendere quanto poco noi conosciamo della finanza e quanto potremmo imparare se ne avessimo il tempo.

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Americani, più grande è meglio?

Americani, più grande è meglio?

Sono in procinto di  tornare dalla conferenza organizzata da FMA (Financial Management Association) che quest'anno si è svolta a Nashville, TN.

Viaggiare in America mi mette sempre di buon umore, mi ridà speranza che il futuro possa essere migliore.

Certo essere nati in America significa poter sfruttare maggiori, quasi sterminate opportunità, è tutto più grande;  però è tutto oro ciò che luccica?

In questi giorni mi sono chiesto diverse volte come possa un popolo come gli Americani convivere con contraddizioni così forti ed incredibili.

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Mea culpa, ma ora basta

Mea culpa, ma ora basta

Ebbene si, un mea culpa ci sta proprio bene, tre anni fa ho lanciato un fondo che oltre ad investire in titoli obbligazionari corporate ha come strategia di investimento la vendita di T-note Future e BUND future al fine di neutralizzare l'effetto Duration con lo scopo anche di poter guadagnare dal rialzo dei tassi di interesse.

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Ospite — Davide
Ciao Daniele, c'è chi più famoso di te ha avuto idee che sembravano ottime e si sono rivelate sbagliate con il senno di poi, Mi ri... Leggi tutto
Domenica, 12 Ottobre 2014 09:23
Daniele Bernardi
Ciao Marco, ho creato e sto studiando modelli matematici proprio perché non ho la sfera di cristallo e perché preferisco che sia u... Leggi tutto
Domenica, 12 Ottobre 2014 18:07
Ospite — marco
Daniele è ampiamente condiviso quanto scrivi. Se ci pensi e te lo avevo detto anche in risposta ad un altro post, l'economia è dro... Leggi tutto
Domenica, 12 Ottobre 2014 09:31
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Analisi Macro (parte seconda)

Analisi Macro (parte seconda)

Questa volta provo a scrivere per primo il consueto appello: se vi piacerà questo post condividetelo e retwittatelo ai vostri amici...

La scorsa settimana ho spiegato con il post Analisi Quantitativa e Analisi Macro qual'è il punto di vista di chi utilizza l'analisi quantitativa, ovvero assumere che i mercati incorporano nel prezzo tutte le informazioni e anche tutte le aspettative del mercato e quindi si possono adottare tecniche di trend following per guadagnare senza farsi troppe domande.

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Ospite — Maurizio
sono d'accordo, personalmente credo che nel risparmio amministrato ma ancora più nel risparmio gestito sia molto importante l'aspe... Leggi tutto
Sabato, 04 Ottobre 2014 18:42
Daniele Bernardi
Gentile Maurizio, Nella realtà l'analisi macro viene usata per fare scelte di asset allocation strategica, poi per i singoli fondi... Leggi tutto
Domenica, 05 Ottobre 2014 19:19
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Analisi Quantitativa e Analisi Macro

Analisi Quantitativa e Analisi Macro

Che differenza esiste tra chi analizza i dati Macro per comprendere come andrà la borsa in futuro e chi utilizza metodologie quantitative?

Partiamo con la definizione di analisi quantitativa: chi utilizza un approccio quantitativo al mercato analizza i dati a disposizione (e più ne ha meglio è, in linea di massima) per "estrarre" con un processo più o meno automatico le decisioni di investimento che quindi non vengono prese perché una persona o un comitato ha una opinione ma in base a precise regole di investimento.

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dopo il Drawdown c'è il Calmar Ratio

dopo il Drawdown c'è il Calmar Ratio

La scorsa settimana abbiamo parlato di Drawdown, e quindi mi sembra assolutamente in tema presentare un indicatore statistico poco conosciuto ma molto utilizzato nei paesi anglosassoni per la valutazione dei fondi Hedge, soprattutto per i CTA (Commodity Trading Advisors).

Il Calmar Ratio o Drawdown Ratio è stato creato da Terry W. Young e pubblicato nella rivista Trade Jourlan Futures nel 1991.

Young possedeva all'epoca un'azienda in California chiamata CMA (California Management Accounts) dove oltre a pubblicare una newsletter CMA Report gestiva dei fondi per i propri clienti.

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Daniele Bernardi
Ciao Roberto, la formula originale prevede il calcolo mensile, poiché è nato per valutare principalmente Hedge Fund che hanno tipi... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 18:57
Ospite — roberto boccanera
Ciao DB,grazie per il sempre atteso post del sabato. Calmar da una idea piu' rilassante dell'Ulcer!!! A parte le battute ti volevo... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 14:20
Daniele Bernardi
Ciao Marco, il mercato è drogato certo, la liquidità immessa dalle banche centrali è tantissima ed è il motivo per cui gli spread ... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 19:06
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Alcune considerazioni sul Drawdown

Alcune considerazioni sul Drawdown

Per molti dirò cose ovvie e scontate, ma sono convinto che ci siano molte persone che possono trarre grandi vantaggi dal leggere questo post.

Innanzitutto chiariamo il concetto di drawdown, che non è altro che la perdita massima subita nel tempo da un investitore che avesse investito in una qualsiasi asset class; tradotto in termini più tecnici è la differenza percentuale tra il massimo assoluto ottenuto dalla serie storica e il successivo punto con il valore minimo.

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Ospite — Andrea Romei
Buongiorno Dottor Bernaridi, complimenti, leggo sempre con interesse quel che scrive. Questa volta devo farle un piccolo appunto.... Leggi tutto
Sabato, 13 Settembre 2014 15:48
Daniele Bernardi
Gentile Andrea, Ho visto prima il post su Linkedin... le ripeto la risposta: Il suo ragionamento non fa altro che confermare quel... Leggi tutto
Sabato, 13 Settembre 2014 18:27
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Disruption Indicator - un indicatore di turbolenza dei mercati

Disruption Indicator - un indicatore di turbolenza dei mercati

A Febbraio 2009, alla quarta edizione della nostra Conferenza Internazionale QUANTITATIVE & ASSET Management Workshop è intervenuta Carolina Minio Paluello, Head of Quant Research di Goldman Sachs.

Il suo intervento è stato per noi memorabile, ha parlato di un loro indicatore che avevano ma che non usavano che aveva predetto molto bene la crisi del 2008, solo che se ne sono accorti dopo settembre 2008, quando ormai il danno era fatto.

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Risk on - Risk off - ora è facile chiamarlo così

Risk on - Risk off - ora è facile chiamarlo così

Nel 2002, quando tra i primi in Italia ho introdotto una linea di gestione patrimoniale con il TIMING come caratteristica principale questa terminologia non esisteva e la parola TIMING oltre a non essere compresa veniva denigrata al massimo da quasi tutti gli operatori finanziari.

Per chi si ricorda quei tempi, venivamo da circa 20 anni di mercati (soprattutto quelli americani) di crescita quasi incondizionata, qualche piccola scossa come nel 1987 e nel 1998 ma complessivamente il 2001 era stato il vero primo anno negativo pesante, quindi per gli operatori fare timing non aveva senso.

All'epoca i modelli di markowitz o i nuovissimi Black e Littermann funzionavano molto bene, perché le correlazioni erano stabili, i rendimenti abbastanza costanti, quindi il premio per il rischio era ben quantificabile e pagava bene, tanto da indurre molte persone ad aumentare la loro propensione al rischio perché tanto veniva ben remunerato; ovviamente funzionavano bene guardando indietro, da quegli anni in poi in avanti sono stati un disastro...

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Ospite — giuliano
mi sa tanto che il precedente commento non sia partito - lo ripeto - ingegnere scusi la mia ignoranza ma come si misura il risk di... Leggi tutto
Sabato, 30 Agosto 2014 16:18
Ospite — giuliano
grazie ingegnere, a me sembra di capire che questo metodo si possa riassumere nella frase "navigare a vista " con tanti saluti per... Leggi tutto
Sabato, 30 Agosto 2014 20:42
Daniele Bernardi
Gentile Giuliano, non si cambia modalità di misurazione del rischio in base alla posizione di un gestore. Mi spiego meglio, risk o... Leggi tutto
Sabato, 30 Agosto 2014 18:22
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Ci si può fidare dei Ratings?

Ci si può fidare dei Ratings?

Bentornati dalle vacanze,

come avrete sicuramente notato, durante il periodo estivo è saltato agli onori della cronaca il caso Banco Espirito Santo, una banca Portoghese privata basata a Lisbona. E' attualmente la seconda banca quotata più grande in Portogallo con una capitalizzazione di mercato 2100 milioni di euro al 15 Luglio 2014. BES ritenuta fino a poco tempo fa una delle banche portoghesi più solide è stata declassata dagli analisti di Moody's e Standard & Poor's a. La banca portoghese da alcuni mesi era finita nella bufera dopo l'apertura di alcune inchieste giudiziarie che hanno svelato delle irregolarità nei conti della controllante Espirito Santo International. Le agenzie di rating hanno atteso fino all'11 luglio scorso per per abbassare i loro giudizi sulla seconda banca del Portogallo dopo la sospensione del titolo nei giorni precedenti. 

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Ospite — Filippo Delrosso
Come al solito Daniele sei preciso puntuale ed i tuoi articoli sono sempre interessanti
Martedì, 26 Agosto 2014 09:32
Daniele Bernardi
Grazie Filippo, fa piacere ricevere apprezzamenti, almeno si sa che non si lavora a vuoto...
Martedì, 26 Agosto 2014 09:41
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Paradosso di Monty Hall

Paradosso di Monty Hall

Visto che questa settimana parto per una settimana di meritata (o quantomeno agognata...) vacanza, ho pensato di trattare un argomento leggero ma simpatico che vi farà comprendere che non sempre il mondo delle probabilità è lineare e comprensibile, e che spesso la realtà è contro-intuitiva, come avevo cercato di spiegare nel post Perchè i mercati sono controintuitivi.

Premetto che questo "gioco" ha scaldato l'opinione di migliaia di professori accademici e statistici, quindi sentitevi pure in diritto di pensare che il gioco che vi proporrò sembrerà sbagliato, ma abbiate il coraggio e l'umiltà di studiare il problema a fondo senza il pregiudizio di avere ragione e che il paradosso sia sbagliato (anche perché altrimenti non si chiamerebbe paradosso...).

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Ospite — Roberto
Ti dico la verita: questo bellissimo paradosso mi era stato raccontato da mio figlio che l aveva studiato al liceo. E mi aveva chi... Leggi tutto
Sabato, 19 Luglio 2014 09:42
Daniele Bernardi
Grazie David, a Bibione quest'anno non credo di venire, se non per un week end. eventualmente non mancherò. buone ferie anche a te
Sabato, 19 Luglio 2014 16:14
Ospite — David
Come al solito, oltre al contenuto scientifico che migliora la nostra comprensione delle dinamiche dei mercati, ci metti anche l'a... Leggi tutto
Sabato, 19 Luglio 2014 13:53
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Pregi (pochi) e difetti del VaR

Pregi (pochi) e difetti del VaR

Quasi tutti conoscono cos'è il VaR, ovvero il Value at Risk, meno sanno che è un indicatore che era stato richiesto e creato dal CEO di J.P. Morgan a seguito della crisi del 1987 e ancora meno sanno che inizialmente si chiamava CaR, ovvero Capital at Risk.

Ma veniamo con ordine, dopo il lunedì nero del 19 ottobre 1987 che aveva fatto perdere in un solo giorno ben più del 20% nel mercato azionario statunitense, il ceo di J.P. Morgan Dennis Weatherstone chiese ai suoi quantitativi di creare il famoso "4:15 report", ovvero un report che contenesse in una unica pagina un valore per ogni singola asset class che facesse comprendere il rischio di perdita a cui era sottoposta la banca con un valore di confidenza e di probabilità.

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Daniele Bernardi
Grazie Roberto, fa sempre piacere ricevere complimenti... soprattutto dovendo scrivere un post ongi sabato mattina...
Domenica, 13 Luglio 2014 12:12
Ospite — roberto boccanera
Assolutamente d'accordo. Complimenti per la concretezza in cosi' poco spazio.
Sabato, 12 Luglio 2014 14:52
Daniele Bernardi
Caro Claudio, per noi ci sono indicatori di rischio piu' validi del VaR che come detto non stima la sequanzialita' dei rendimenti,... Leggi tutto
Domenica, 13 Luglio 2014 12:15
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Hedge Fund Tail Risk

Hedge Fund Tail Risk

Negli ultimi tre giorni (2,3 e 4 luglio 2014) si è svolta a Venezia la World Financial Conference con oltre 500 partecipanti, per lo più accademici da tutto il mondo.

Secondo gli organizzatori, gli italiani che hanno discusso un paper erano circa una dozzina, troppo pochi per essere una conferenza svolta in Italia, ancora meno se si pensa che due di questi eravamo noi di DIAMAN.

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Daniele Bernardi
Gentile Signor Ernesto, ottima osservazione, nel 2007 ho partecipato a Londra ad un convegno sull'Alternative Beta e replication d... Leggi tutto
Sabato, 05 Luglio 2014 18:56
Ospite — Signor Ernesto
Perchè su 30-40 accademici nessuno conosceva l'Ulcer Index, bella domanda. Provo a rispondere facendo una domanda anche io:prendo ... Leggi tutto
Sabato, 05 Luglio 2014 12:04
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