Diaman Blog

Nel blog di Diaman opinioni a confronto sui temi della finanza nazionale ed internazionale.

Americani, più grande è meglio?

Americani, più grande è meglio?

Sono in procinto di  tornare dalla conferenza organizzata da FMA (Financial Management Association) che quest'anno si è svolta a Nashville, TN.

Viaggiare in America mi mette sempre di buon umore, mi ridà speranza che il futuro possa essere migliore.

Certo essere nati in America significa poter sfruttare maggiori, quasi sterminate opportunità, è tutto più grande;  però è tutto oro ciò che luccica?

In questi giorni mi sono chiesto diverse volte come possa un popolo come gli Americani convivere con contraddizioni così forti ed incredibili.

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Mea culpa, ma ora basta

Mea culpa, ma ora basta

Ebbene si, un mea culpa ci sta proprio bene, tre anni fa ho lanciato un fondo che oltre ad investire in titoli obbligazionari corporate ha come strategia di investimento la vendita di T-note Future e BUND future al fine di neutralizzare l'effetto Duration con lo scopo anche di poter guadagnare dal rialzo dei tassi di interesse.

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Ospite — Davide
Ciao Daniele, c'è chi più famoso di te ha avuto idee che sembravano ottime e si sono rivelate sbagliate con il senno di poi, Mi ri... Leggi tutto
Domenica, 12 Ottobre 2014 09:23
Daniele Bernardi
Ciao Marco, ho creato e sto studiando modelli matematici proprio perché non ho la sfera di cristallo e perché preferisco che sia u... Leggi tutto
Domenica, 12 Ottobre 2014 18:07
Ospite — marco
Daniele è ampiamente condiviso quanto scrivi. Se ci pensi e te lo avevo detto anche in risposta ad un altro post, l'economia è dro... Leggi tutto
Domenica, 12 Ottobre 2014 09:31
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Analisi Macro (parte seconda)

Analisi Macro (parte seconda)

Questa volta provo a scrivere per primo il consueto appello: se vi piacerà questo post condividetelo e retwittatelo ai vostri amici...

La scorsa settimana ho spiegato con il post Analisi Quantitativa e Analisi Macro qual'è il punto di vista di chi utilizza l'analisi quantitativa, ovvero assumere che i mercati incorporano nel prezzo tutte le informazioni e anche tutte le aspettative del mercato e quindi si possono adottare tecniche di trend following per guadagnare senza farsi troppe domande.

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Ospite — Maurizio
sono d'accordo, personalmente credo che nel risparmio amministrato ma ancora più nel risparmio gestito sia molto importante l'aspe... Leggi tutto
Sabato, 04 Ottobre 2014 18:42
Daniele Bernardi
Gentile Maurizio, Nella realtà l'analisi macro viene usata per fare scelte di asset allocation strategica, poi per i singoli fondi... Leggi tutto
Domenica, 05 Ottobre 2014 19:19
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Analisi Quantitativa e Analisi Macro

Analisi Quantitativa e Analisi Macro

Che differenza esiste tra chi analizza i dati Macro per comprendere come andrà la borsa in futuro e chi utilizza metodologie quantitative?

Partiamo con la definizione di analisi quantitativa: chi utilizza un approccio quantitativo al mercato analizza i dati a disposizione (e più ne ha meglio è, in linea di massima) per "estrarre" con un processo più o meno automatico le decisioni di investimento che quindi non vengono prese perché una persona o un comitato ha una opinione ma in base a precise regole di investimento.

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Ospite — Fabrizio Monge
Interessante articolo e molto bello l'esempio del referendum.A questo punto chiedo se il mio approccio, quel giorno, è stato forma... Leggi tutto
Lunedì, 23 Aprile 2018 17:40
Daniele Bernardi
Ciao Fabrizio, i modelli quantitativi funzionano discretamente sul day by day, ma ovviamente non sanno e non possono sapere che st... Leggi tutto
Lunedì, 23 Aprile 2018 17:51
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dopo il Drawdown c'è il Calmar Ratio

dopo il Drawdown c'è il Calmar Ratio

La scorsa settimana abbiamo parlato di Drawdown, e quindi mi sembra assolutamente in tema presentare un indicatore statistico poco conosciuto ma molto utilizzato nei paesi anglosassoni per la valutazione dei fondi Hedge, soprattutto per i CTA (Commodity Trading Advisors).

Il Calmar Ratio o Drawdown Ratio è stato creato da Terry W. Young e pubblicato nella rivista Trade Jourlan Futures nel 1991.

Young possedeva all'epoca un'azienda in California chiamata CMA (California Management Accounts) dove oltre a pubblicare una newsletter CMA Report gestiva dei fondi per i propri clienti.

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Daniele Bernardi
Ciao Roberto, la formula originale prevede il calcolo mensile, poiché è nato per valutare principalmente Hedge Fund che hanno tipi... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 18:57
Ospite — roberto boccanera
Ciao DB,grazie per il sempre atteso post del sabato. Calmar da una idea piu' rilassante dell'Ulcer!!! A parte le battute ti volevo... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 14:20
Daniele Bernardi
Ciao Marco, il mercato è drogato certo, la liquidità immessa dalle banche centrali è tantissima ed è il motivo per cui gli spread ... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 19:06
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Alcune considerazioni sul Drawdown

Alcune considerazioni sul Drawdown

Per molti dirò cose ovvie e scontate, ma sono convinto che ci siano molte persone che possono trarre grandi vantaggi dal leggere questo post.

Innanzitutto chiariamo il concetto di drawdown, che non è altro che la perdita massima subita nel tempo da un investitore che avesse investito in una qualsiasi asset class; tradotto in termini più tecnici è la differenza percentuale tra il massimo assoluto ottenuto dalla serie storica e il successivo punto con il valore minimo.

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Ospite — Andrea Romei
Buongiorno Dottor Bernaridi, complimenti, leggo sempre con interesse quel che scrive. Questa volta devo farle un piccolo appunto.... Leggi tutto
Sabato, 13 Settembre 2014 15:48
Daniele Bernardi
Gentile Andrea, Ho visto prima il post su Linkedin... le ripeto la risposta: Il suo ragionamento non fa altro che confermare quel... Leggi tutto
Sabato, 13 Settembre 2014 18:27
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Disruption Indicator - un indicatore di turbolenza dei mercati

Disruption Indicator - un indicatore di turbolenza dei mercati

A Febbraio 2009, alla quarta edizione della nostra Conferenza Internazionale QUANTITATIVE & ASSET Management Workshop è intervenuta Carolina Minio Paluello, Head of Quant Research di Goldman Sachs.

Il suo intervento è stato per noi memorabile, ha parlato di un loro indicatore che avevano ma che non usavano che aveva predetto molto bene la crisi del 2008, solo che se ne sono accorti dopo settembre 2008, quando ormai il danno era fatto.

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Risk on - Risk off - ora è facile chiamarlo così

Risk on - Risk off - ora è facile chiamarlo così

Nel 2002, quando tra i primi in Italia ho introdotto una linea di gestione patrimoniale con il TIMING come caratteristica principale questa terminologia non esisteva e la parola TIMING oltre a non essere compresa veniva denigrata al massimo da quasi tutti gli operatori finanziari.

Per chi si ricorda quei tempi, venivamo da circa 20 anni di mercati (soprattutto quelli americani) di crescita quasi incondizionata, qualche piccola scossa come nel 1987 e nel 1998 ma complessivamente il 2001 era stato il vero primo anno negativo pesante, quindi per gli operatori fare timing non aveva senso.

All'epoca i modelli di markowitz o i nuovissimi Black e Littermann funzionavano molto bene, perché le correlazioni erano stabili, i rendimenti abbastanza costanti, quindi il premio per il rischio era ben quantificabile e pagava bene, tanto da indurre molte persone ad aumentare la loro propensione al rischio perché tanto veniva ben remunerato; ovviamente funzionavano bene guardando indietro, da quegli anni in poi in avanti sono stati un disastro...

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Ospite — giuliano
mi sa tanto che il precedente commento non sia partito - lo ripeto - ingegnere scusi la mia ignoranza ma come si misura il risk di... Leggi tutto
Sabato, 30 Agosto 2014 16:18
Ospite — giuliano
grazie ingegnere, a me sembra di capire che questo metodo si possa riassumere nella frase "navigare a vista " con tanti saluti per... Leggi tutto
Sabato, 30 Agosto 2014 20:42
Daniele Bernardi
Gentile Giuliano, non si cambia modalità di misurazione del rischio in base alla posizione di un gestore. Mi spiego meglio, risk o... Leggi tutto
Sabato, 30 Agosto 2014 18:22
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Ci si può fidare dei Ratings?

Ci si può fidare dei Ratings?

Bentornati dalle vacanze,

come avrete sicuramente notato, durante il periodo estivo è saltato agli onori della cronaca il caso Banco Espirito Santo, una banca Portoghese privata basata a Lisbona. E' attualmente la seconda banca quotata più grande in Portogallo con una capitalizzazione di mercato 2100 milioni di euro al 15 Luglio 2014. BES ritenuta fino a poco tempo fa una delle banche portoghesi più solide è stata declassata dagli analisti di Moody's e Standard & Poor's a. La banca portoghese da alcuni mesi era finita nella bufera dopo l'apertura di alcune inchieste giudiziarie che hanno svelato delle irregolarità nei conti della controllante Espirito Santo International. Le agenzie di rating hanno atteso fino all'11 luglio scorso per per abbassare i loro giudizi sulla seconda banca del Portogallo dopo la sospensione del titolo nei giorni precedenti. 

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Ospite — Filippo Delrosso
Come al solito Daniele sei preciso puntuale ed i tuoi articoli sono sempre interessanti
Martedì, 26 Agosto 2014 09:32
Daniele Bernardi
Grazie Filippo, fa piacere ricevere apprezzamenti, almeno si sa che non si lavora a vuoto...
Martedì, 26 Agosto 2014 09:41
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Paradosso di Monty Hall

Paradosso di Monty Hall

Visto che questa settimana parto per una settimana di meritata (o quantomeno agognata...) vacanza, ho pensato di trattare un argomento leggero ma simpatico che vi farà comprendere che non sempre il mondo delle probabilità è lineare e comprensibile, e che spesso la realtà è contro-intuitiva, come avevo cercato di spiegare nel post Perchè i mercati sono controintuitivi.

Premetto che questo "gioco" ha scaldato l'opinione di migliaia di professori accademici e statistici, quindi sentitevi pure in diritto di pensare che il gioco che vi proporrò sembrerà sbagliato, ma abbiate il coraggio e l'umiltà di studiare il problema a fondo senza il pregiudizio di avere ragione e che il paradosso sia sbagliato (anche perché altrimenti non si chiamerebbe paradosso...).

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Ospite — Roberto
Ti dico la verita: questo bellissimo paradosso mi era stato raccontato da mio figlio che l aveva studiato al liceo. E mi aveva chi... Leggi tutto
Sabato, 19 Luglio 2014 09:42
Daniele Bernardi
Grazie David, a Bibione quest'anno non credo di venire, se non per un week end. eventualmente non mancherò. buone ferie anche a te
Sabato, 19 Luglio 2014 16:14
Ospite — David
Come al solito, oltre al contenuto scientifico che migliora la nostra comprensione delle dinamiche dei mercati, ci metti anche l'a... Leggi tutto
Sabato, 19 Luglio 2014 13:53
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Pregi (pochi) e difetti del VaR

Pregi (pochi) e difetti del VaR

Quasi tutti conoscono cos'è il VaR, ovvero il Value at Risk, meno sanno che è un indicatore che era stato richiesto e creato dal CEO di J.P. Morgan a seguito della crisi del 1987 e ancora meno sanno che inizialmente si chiamava CaR, ovvero Capital at Risk.

Ma veniamo con ordine, dopo il lunedì nero del 19 ottobre 1987 che aveva fatto perdere in un solo giorno ben più del 20% nel mercato azionario statunitense, il ceo di J.P. Morgan Dennis Weatherstone chiese ai suoi quantitativi di creare il famoso "4:15 report", ovvero un report che contenesse in una unica pagina un valore per ogni singola asset class che facesse comprendere il rischio di perdita a cui era sottoposta la banca con un valore di confidenza e di probabilità.

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Daniele Bernardi
Grazie Roberto, fa sempre piacere ricevere complimenti... soprattutto dovendo scrivere un post ongi sabato mattina...
Domenica, 13 Luglio 2014 12:12
Ospite — roberto boccanera
Assolutamente d'accordo. Complimenti per la concretezza in cosi' poco spazio.
Sabato, 12 Luglio 2014 14:52
Daniele Bernardi
Caro Claudio, per noi ci sono indicatori di rischio piu' validi del VaR che come detto non stima la sequanzialita' dei rendimenti,... Leggi tutto
Domenica, 13 Luglio 2014 12:15
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Hedge Fund Tail Risk

Hedge Fund Tail Risk

Negli ultimi tre giorni (2,3 e 4 luglio 2014) si è svolta a Venezia la World Financial Conference con oltre 500 partecipanti, per lo più accademici da tutto il mondo.

Secondo gli organizzatori, gli italiani che hanno discusso un paper erano circa una dozzina, troppo pochi per essere una conferenza svolta in Italia, ancora meno se si pensa che due di questi eravamo noi di DIAMAN.

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Daniele Bernardi
Gentile Signor Ernesto, ottima osservazione, nel 2007 ho partecipato a Londra ad un convegno sull'Alternative Beta e replication d... Leggi tutto
Sabato, 05 Luglio 2014 18:56
Ospite — Signor Ernesto
Perchè su 30-40 accademici nessuno conosceva l'Ulcer Index, bella domanda. Provo a rispondere facendo una domanda anche io:prendo ... Leggi tutto
Sabato, 05 Luglio 2014 12:04
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Quali sono i migliori fondi sulla Volatilità

Quali sono i migliori fondi sulla Volatilità

La Volatilità sta diventando una asset class a tutti gli effetti, ed avere strumenti finanziari in portafoglio con tale strategia può migliorare notevolmente l'efficienza di portafoglio.

Dopo aver compreso bene cos'è il VIX nel post La volatilità come nuova Asset Class di investimento e compreso come poter sfruttare il premio pagato da chi vuole proteggersi dai mercati finanziari nel post Il Contango non è un ballo argentino... adesso è il momento di analizzare i prodotti attualmente presenti e disponibili all'investimento.

Ovviamente non abbiamo la presunzione di conoscere tutti i fondi o gli Hedge Fund sulla volatilità, quindi se qualche lettore ne conosce qualcuno non menzionato in questo post, è pregato vivamente di farcelo sapere, così possiamo incrementare il peer group a beneficio di tutti.

Inoltre chiedo subito, poiché magari non tutti arrivano alla fine, di divulgare questo post e condividerlo nei social network qualora lo ritenete interessante, per far si che anche altri possano beneficiare delle informazioni che diamo.

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Il Contango non è un ballo argentino...

Il Contango non è un ballo argentino...

Come promesso svelo l'ETF che ha fatto il 730% in due anni e mezzo, lo vedete nell'immagine di copertina del blog; è passato da 10 a ottobre 2011 a 83 dei giorni scorsi, non male vero?

guardando la serie storica passata verrebbe voglia di comprarlo a mani basse, sale sempre con un poco di volatilità sopportabile sembrerebbe.

Ma l'apparenza nasconde delle insidie in realtà molto più pericolose di quello che si possa pensare: intanto la volatilità di questo ETF, che si chiama Proshare Short VIX Short term per chi volesse verificare o usare, è del 58% e il drawdown in questo periodo favorevole è stato del 30% circa, quindi non proprio banale.

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Ospite — Andrea
Grazie Saluti Andrea R.
Sabato, 21 Giugno 2014 12:13
Daniele Bernardi
Prego Andrea, ci mancherebbe p.s.: di cosa?
Sabato, 21 Giugno 2014 15:36
Ospite — Andrea s.
Interessante
Domenica, 22 Giugno 2014 13:40
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La volatilità come nuova Asset Class di investimento

La volatilità come nuova Asset Class di investimento

I mercati azionari sono ai massimi di sempre (quelli americani ovviamente, poiché a parte il DAX i mercati azionari europei sono ben distanti), la domanda che in tanti si fanno è: quanto durerà questo trend rialzista?

Ovviamente nessuno ha la sfera di cristallo e quindi prevedere il momento esatto in cui il mercato avrà una crisi seria non si può prevedere, però diversi strumenti possono aiutarci nel migliorare l'efficienza di portafoglio.

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Ospite — fulvio marchese
http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/grafico.html?isin=LU0871961511&lang=itse è questo ha fatto quasi pari e patta...!fulvio marc... Leggi tutto
Domenica, 15 Giugno 2014 10:23
Daniele Bernardi
Caro Fulvio, non per difendere il prodotto di Lyxor (che comunque è uno dei migliori sul mercato), ma in questo periodo fare soldi... Leggi tutto
Domenica, 15 Giugno 2014 11:38
Ospite — Signor Ernesto
323.05%
Lunedì, 16 Giugno 2014 09:10
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Target Strategy 5% - da oggi è realtà

Target Strategy 5% - da oggi è realtà

Il 2 di giugno è partito con NAV 100 il nuovo comparto DIAMAN Sicav Target Strategy!

Inizia una nuova era dove l'obbiettivo di rendimento è dichiarato e ottenuto con un processo di investimento coerente e slegato dalle vecchie logiche "Absolute Return" spesso generiche e soprattutto commerciali.

Da oltre due anni io e il prof. Ruggero Bertelli, insieme ai ragazzi del dipartimento quantitativo di DIAMAN che colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente, stiamo lavorando per perfezionare un processo di investimento che punti ad ottenere un rendimento costante ad obbiettivo, minimizzando il tracking error della traiettoria della serie storica invece che una generica volatilità come i modelli media e varianza.

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Ospite — Signor Ernesto
RAS: RISK ADJUSTED SLOPE (ottobre 2012)Battere una curva a pendenza costante (o un angolo fisso) è difficilissimo se si pesa il ri... Leggi tutto
Sabato, 07 Giugno 2014 12:45
Daniele Bernardi
Grazie Ernesto, un contributo molto apprezzabile. Lunedì ho un incontro con il prof. Bertelli e ne discuterò per valutare il suo s... Leggi tutto
Sabato, 07 Giugno 2014 23:06
Ospite — Signor Ernesto
ricordate che l'arcotangente va espresso in gradi. Molti softwares hanno i radianti come output di default pertanto è necessaria l... Leggi tutto
Domenica, 08 Giugno 2014 08:53
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Prevedere i rendimenti finanziari si può!

Prevedere i rendimenti finanziari si può!

La stima dei rendimenti futuri di un investimento finanziario è sicuramente difficile, sopratutto se si usa la statistica tradizionale basata sulla media e sulla varianza.

Se si analizzano in un solo passaggio 40 anni di storia e si prende come dato di rendimento atteso la media dei rendimenti di tutti e 40 gli anni si ottiene un dato poco significativo e poco utile per capire cosa succederà in un periodo più breve come per esempio 3 anni.

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Ospite — giuliano galiardi
Ingegnere, mi dice per favore come ha calcolato quella stima del 90% ? ha tenuto conto oltre alla performance anche della volatili... Leggi tutto
Sabato, 31 Maggio 2014 13:27
Daniele Bernardi
Gentile Ernesto, nessun problema per il "tu", anche se io mi trovo un poco in imbarazzo a dare del tu al "Signor Ernesto", non se ... Leggi tutto
Sabato, 31 Maggio 2014 17:10
Ospite — Signor Ernesto
Sono contento che i commenti siano moderati. Daniele, quello che vedi è solo data snooping.Nessuna probabilità reale.Non pubblicar... Leggi tutto
Sabato, 31 Maggio 2014 16:18
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Le Probabilità Condizionate usando le FTI

Le Probabilità Condizionate usando le FTI

Nel post della scorsa settimana Le Finestre Temporali di Investimento (parte 2) abbiamo visto insieme cosa sono le FTI,  Finestre Temporali di Investimento, ovvero uno strumento per analizzare il comportamento dei mercati finanziari ad orizzonti temporali prefissati, come nello studio effettuato tre anni.

Lo studio empirico evidenzia senza alcun dubbio che esiste una forte correlazione inversa tra rendimenti passati e futuri, che aumenta quando nel recente passato si abbia osservato un drawdown, ovvero una perdita dai massimi, di un certo rilievo, quindi abbiamo osservato che maggiore è stata la perdita, maggiori sono le probabilità di ottenere rendimenti positivi in futuro.

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Ospite — Signor Ernesto
Gentile Daniele buonasera. Ho letto quanto ha scritto e quanto riportato sul sito ex ante. Le faccio una domanda banale: le probab... Leggi tutto
Domenica, 25 Maggio 2014 19:33
Daniele Bernardi
Gentile Ernesto, le probabilità condizionate servono proprio a questo, nel prossimo post spiegherò nel dettaglio come funzionano e... Leggi tutto
Domenica, 25 Maggio 2014 21:41
Ospite — Daniele Bernardi
Gentile Giuliano, Normalmente le valutazioni sono stabili e non cambiano rapidamente, un mese e' un buon arco di tempo per valutar... Leggi tutto
Lunedì, 26 Maggio 2014 16:49
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Le Finestre Temporali di Investimento (parte 2)

Le Finestre Temporali di Investimento (parte 2)

Nel Post di fine aprile, Finestre Mobili per l'analisi dei mercati finanziari ho spiegato come utilizzare la tecnica delle rolling windows per analizzare una serie storica, e nel post della settimana scorsa, Introduzione alle Finestre Temporali di Investimento ho introdotto la tecnica utilizzata per provare ad analizzare il fenomeno del ritorno alla media.

Ricapitolando brevemente, la domanda a cui cercheremo di dare una risposta con questo post è la seguente: esistono momenti migliori di altri (intesi come maggiore probabilità di guadagnare) per investire nei mercati finanziari, e se si quali sono e come si identificano?

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Ospite — giuliano galiardi
Buongiorno Ingegnere Metodo statistico > quest' anno quanti sono stati i casi di caduta (ad esempio in un fondo) del 5%, oppure de... Leggi tutto
Domenica, 18 Maggio 2014 12:56
Ospite — giuliano galiardi
Precisazione : 25% , 50%, 75% di probabilità !
Domenica, 18 Maggio 2014 12:59
Daniele Bernardi
Gentile Giuliano, guardare i mercati settimana per settimana senza un metodo matematico che indichi i momenti di entrata ed uscita... Leggi tutto
Lunedì, 19 Maggio 2014 22:13
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Introduzione alle Finestre Temporali di Investimento

Introduzione alle Finestre Temporali di Investimento

Lo scopo delle Finestre Temporali di Investimento, attraverso il metodo delle “rolling windows” (per chi non lo avesse letto il post Finestre Mobili per l'analisi dei mercati finanziari spiega come funzionano) è la verifica empirica attraverso l’utilizzo di strumenti statistici della possibilità ex-ante di determinare un momento ottimale di entrata nel mercato azionario. Si vuole verificare, quindi, se esista una ragionata ed accorta strategia di entrata nei mercati azionari in grado di aumentare il livello di confidenza dell’investitore circa l’opportunità di ottenere risultati positivi in termini di rendimento con una durata dell’investimento prefissata.

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