Diaman Blog

Nel blog di Diaman opinioni a confronto sui temi della finanza nazionale ed internazionale.

Quanto "maschio" Alpha è il tuo gestore?

Quanto "maschio" Alpha è il tuo gestore?

La scorsa settimana con il post Come stimare l'Alpha e il Beta di un fondo abbiamo visto insieme come si calcola il Beta e l’Alpha di un fondo o un titolo rispetto al proprio benchmark o indice.

Perché è tanto utile stimare il Beta e l’Alpha di un fondo?

Supponiamo di avere un fondo che, mentre il mercato di riferimento guadagna il 10%, si apprezza del 15%.

L’apprezzamento è dovuto al maggior rischio preso rispetto al mercato (Beta maggiore) oppure alla abilità del gestore (Aplha maggiore di zero)?

Facciamo due esempi: il gestore A ottiene rispetto al benchmark tali risultati (tabella A)

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Come stimare l'Alpha e il Beta di un fondo

Come stimare l'Alpha e il Beta di un fondo

Due indicatori quantitativi molto utilizzati in finanza sono l'Alpha e il Beta.

Prima di evidenziare i lati positivi e le possibili trappole di questi indicatori che se non usati correttamente possono diventare controproducenti e fare dei danni, ritengo importante, sopratutto per chi non mastica finanza tutti i giorni spiegare più semplicemente possibile come funzionano queste due lettere greche.

Molti conosceranno bene come si calcola L'Alpha e il Beta di portafoglio, se vogliono possono anche saltare questa parte, anche se ritengo che rinfrescare la memoria non faccia mai male.

Supponiamo di avere un fondo Y che viene comparato con un indice X (potrebbe essere un altro fondo ma normalmente viene comparato ad un indice pre-definito dal gestore del fondo).

Tralasciando la mia opinione sui benchmark (indici in inglese) di cui parlerò magari in un post futuro, la relazione che lega l'andamento del fondo Y con il Benchmark X si può scrivere (è più facile di quello che sembra, e lo dimostrerò se leggete tutto il post) Y=BX+A, dove B sta per Beta e A sta appunto per Alpha.

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Ospite — Alessandro
Grande Bernardi, sempre chiaro e preciso
Sabato, 21 Gennaio 2017 14:49
Daniele Bernardi
Grazie Alessandro, fa piacere ricevere questi incoraggiamenti!
Sabato, 21 Gennaio 2017 14:50
Ospite — Vincenzo
Correggo l'errore dell'indirizzo mail: vincenzodc@hotmail.itGrazie.
Domenica, 22 Gennaio 2017 11:13
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un'occasione da prendere al volo

un'occasione da prendere al volo

Chiunque investe i propri soldi o quelli degli altri, non può esimersi da essere almeno in parte un Quantitativo.

Mi spiego meglio, anche semplicemente per calcolare la performance del proprio investimento dovete usare una formula matematica, per quanto banale (del tipo Pf/Pi-1, dove Pf significa prezzo finale, Pi significa prezzo iniziale).

Ma oltre il rendimento, siamo circondati da indicatori statistici, Volatilità, Drawdown, Sharpe Ratio, DIAMAN Ratio, Ulcer Index, Martin Ratio, Calmar Ratio, solo per citare i principali; tutti indicatori statistici che descrivono l'andamento e le caratteristiche dei vostri investimenti.

Per chi volesse approfondire, qui di seguito una breve rassegna dei post che descrivono le caratteristiche degli indicatori sopra descritti, per gli altri saltare al testo successivo:

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Cosa mettete sotto l'albero?

Cosa mettete sotto l'albero?

Già, cosa sperate di trovare sotto l'albero di natale quest'anno?

Finanziariamente questo è stato un'anno molto difficile, soprattutto per chi ha puntato sull'Italia o sull'Europa.

Siamo partiti veramente male, se vi ricordate i primi giorni di gennaio l'anno è partito con la peggiore performance di sempre dello S&P 500, lo ho descritto bene nel post Il peggior inizio anno di sempre dove però ho fatto anche delle statistiche sulle probabilità di recupero dei mercati finanziari. (che stranamente ho azzeccato...)

L'anno si sta chiudendo molto bene per i mercati Americani, salvo crolli delle ultime due settimane di dicembre (peraltro improbabili statisticamente); il +13% dello S&P è una performance tutt'altro che misera, soprattutto in un'epoca di tassi di interesse quasi negativi e di premio al rischio di conseguenza ridotto.

Peggio per l'Europa che sta annaspando alla ricerca di tornare a zero, e ancora peggio par la nostra bistrattata Italia che è ancora in doppia cifra negativa, principalmente per il settore bancario che pesa molto nei nostri indici e che sono ancora sotto pressione.

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Finalmente si parte: come guadagnare il 20% investendo in Robotica

Finalmente si parte: come guadagnare il 20% investendo in Robotica

Diversi mesi fa ricevemmo dalla società inglese Hubble Advisors LTD l’incarico di creare un certificato, volto all’acquisto dei migliori dieci titoli del settore Robotics del momento, selezionandoli da tutto il mondo.

OBBIETTIVO

L’obiettivo consisteva anche nel verificare una politica di Target Return, in cui il certificato dovesse rendere il 20%, chiudendo possibilmente in anticipo rispetto alla durata complessiva.

Come descritto nel post Certificato sulla Robotica con target 20%, abbiamo stimato per la società sopra citata le probabilità di raggiungere il target del 20%, indipendentemente dai titoli acquistati e dal periodo storico di inizio.

SIMULAZIONI MONTECARLO

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Ospite — Bruno Narducci
adesione al post per info su certificati
Sabato, 22 Luglio 2017 15:54
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tutta (o quasi) la mia conoscenza in un Post

tutta (o quasi) la mia conoscenza in un Post

SONO PASSATI TRE ANNI

Sembra ieri quando ho deciso di scrivere un Blog con continuità che parlasse di metodologie per la gestione di portafoglio e per strategie di investimento basate su logiche e modelli quantitativi.

CULTURA FINANZIARIA

Lo scopo di questo blog è diffondere la cultura finanziaria, perché “la cultura è l’unico bene al mondo che se condiviso rende più ricchi tutte le persone che condividono”, ed in effetti io personalmente ho imparato moltissimo e spero di essere riuscito a trasmettere questa mia passione per la matematica finanziaria, anche se tradotta in concetti e non in astruse formule matematiche.

CONTINUO AGGIORNAMENTO

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Certificato sulla Robotica con target 20%

Certificato sulla Robotica con target 20%

Oggi investire è sempre più difficile.

Negli ultimi anni abbiamo visto fallire società con centinaia di miliardi di capitalizzazione (Enron, Lehman Brothers solo per citare le più grosse), abbiamo visto il Bund andare a rendimento negativo, abbiamo visto il BTP arrivare a spread irrisori rispetto al Bund nonostante pochi anni orsono sembrava che l’Italia dovesse fallire da un momento all’altro.

RENDIMENTI DAI TITOLI DI STATO

Gli spread sui titoli corporate è ai minimi, il differenziale (spread) tra i titoli investment grade (quelli con probabilità di fallire quasi zero) e i titoli Hi Yield (quelli molto pericolosi) non giustificano assolutamente la posizione in questi ultimi perché non ripagano minimamente i rischi assunti.

I tassi di interesse sono nulli se non negativi e ovviamente non potranno rimanere così all’infinito, quindi investire in obbligazioni ha veramente poco senso, perché si rischia di prendersi delle perdite (anche se momentanee) non adeguate ai rendimenti quasi nulli che offrono (gli inglesi direbbero: "upside" limitata con "downside" molto probabile ed elevata).

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Daniele Bernardi
Certo Gianluca, mi serve cortesemente la tua mail per poterti spedire la documentazione, a presto DB
Martedì, 29 Novembre 2016 19:47
Ospite — Gianluca
Grazie per le Tue info, posso avere ulteriori informazioni in merito?? Grazie Gianluca
Sabato, 26 Novembre 2016 15:08
Daniele Bernardi
Certo Paolo, mi serve cortesemente la tua mail per poterti spedire la documentazione, a presto DB
Martedì, 29 Novembre 2016 19:47
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i 10 trend della Robotica che cambieranno la nostra vita

i 10 trend della Robotica che cambieranno la nostra vita

non voglio parlare di Robo-Advisor, che ho già trattato nel post Quale Robo Advisors vincerà la competizione?; oggi voglio parlare di Robotica, e di tutti quelle migliorie che stanno modificando e modificheranno radicalmente il nostro modo di vivere.

Stiamo vivendo l’era dell’exponential age, come ho scritto su investors’ alcuni mesi fa, un’era di continui mutamenti ed evoluzioni sempre più veloci.

I tecnici informatici conoscono molto bene la legge di Moore, che sostanzialmente sostiene che la velocità di elaborazione dei processori dei computer raddoppiano ogni anno e/o il costo si dimezza ogni anno.

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Ospite — Eros Ghisellini
Complimenti per l'articolo,la divulgazione è importante, permette a chi legge di formarsi una consapevolezza sui progressi fin quí... Leggi tutto
Domenica, 01 Gennaio 2017 22:42
Daniele Bernardi
Grazie Eros, questi commenti danno la forza di investire sempre in ricerca e sviluppo, continua a seguirci e buon 2017
Lunedì, 02 Gennaio 2017 15:53
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Un salto nel futuro

Un salto nel futuro

Ho partecipato a molte fiere in vita mia, da quelle legate alla plastica quando lavoravo per Aprilia Moto S.p.A. a Dussendorf dove ricordo per la prima volta è stata presentata la Smart, l’auto in plastica diventata popolarissima in seguito ma al tempo osteggiata perché non si poteva immaginare che una macchina potesse avere la carrozzeria in plastica;

Ho partecipato a quella Winter Sport a Monaco dove tutte le aziende produttrici di articoli invernali presentavano i loro prodotti, al Motorshow di Bologna dei tempi migliori dove oltre alle macchine c’erano gare e spettacoli di ogni genere; al Trade Tech a Londra sulla finanza ospitato all’Excel di Londra, una struttura coperta lunga 500 metri, ma mai mi ero trovato coinvolto in un evento così particolare e pieno di energia come il WebSummit a Lisbona.

L’evento in cinque anni è passato da 400 persone a 50.000 diventando forse l’appuntamento chiave in europa per le nuove tecnologie soprattutto legate ad internet e alle sue numerose diramazioni che stanno rivoluzionando giorno dopo giorno il nostro modo di vivere.


 

Se non era ancora l’evento di riferimento, lo sarà diventato sicuramente dopo quest’anno, vista la presenza di politici, sportivi, giornalisti, investitori e persone di successo nel mondo tecnologico.

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Un'altra strategia con approccio Return Parity™

Un'altra strategia con approccio Return Parity™

Un mese fa ho parlato dell’approccio Return Parity™ nel post Return Parity™ Approach

Per chi non ha voglia di leggerlo spiego velocemente la logica:

Invece di cercare di mantenere costante il rischio di portafoglio, pratica diffusa con logiche di Risk Parity, che hanno l’indiscusso pregio di mantenere il rischio scelto dal cliente costante nel tempo (che sostanzialmente viene in contro alle richieste della normativa MiFID), una strategia Return Parity™ ha lo scopo di cercare di mantenere più costante possibile nel tempo i rendimenti attesi che il cliente si aspetta di ottenere.

COME OTTENERE RENDIMENTI ELEVATI

Chi ha esperienza di mercati finanziari, è consapevole della difficoltà di ottenere un rendimento con costanza, e che tale difficoltà cresce più che proporzionalmente in base ai rendimenti attesi.

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Ti senti pronto ad affrontare il futuro?

Ti senti pronto ad affrontare il futuro?

I mercati finanziari sono cambiati notevolmente.

A partire dal 2008 molte cose sono cambiate radicalmente, le banche sono diventate fallibili dopo un centinaio di anni in cui c'era stata l'ultima vera crisi bancaria negli stati uniti (nel 1906).

Nel 2011 i governi sono stati presi di mira e per la prima volta una nazione Europea, la grecia, è stata oggetto di Bail-In da parte delle UE e altre nazioni hanno rischiato il collasso e il Default, compresa l'Italia.

I tassi zero o addirittura negativi hanno cancellato il concetto di Risk Free Rate, tanto caro a Sharpe e agli economisti della sue epoca.

L'intervento massiccio delle Banche Centrali ha cambiato la struttura dei mercati finanziari, creando obbligazioni di serie A e di serie B, creando flussi di liquidità senza precedenti che hanno gonfiato i prezzi non solo del Bund (che è arrivato a livelli senza senso), ma anche di titoli come il BTP, che alcuni anni fa era considerato al limite del fallimento, ed ora, con il debito cresciuto ulteriormente, sembra il Bund di qualche anno fa.

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Ospite — Luca
Condivido il vostro lavoro con apprezzamento sincero...
Sabato, 29 Ottobre 2016 21:48
Daniele Bernardi
Grazie Luca, questi commenti danno la forza di continuare con questo impegno settimanale, continua a seguirci ed a condividere ci... Leggi tutto
Domenica, 30 Ottobre 2016 19:07
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Come creare una simulazione Montecarlo in Excel

Come creare una simulazione Montecarlo in Excel

Pochi sanno che le basi delle simulazioni Montecarlo sono attribuite a Enrico Fermi e Jon Von Neumann, quest’ultimo è il creatore del primo computer e anche mentore di Harry Markowitz all’inizio della sua carriera di pratictioners (erano gli anni '40).

Il nome Montecarlo è stato dato all’approccio in onore del famoso casinò monegasco, in quanto questi modelli simulano dati casuali con varie metodologie.

Queste simulazioni sono utili per comprendere le caratteristiche delle serie storiche finanziarie e delle probabilità ad esse collegate che spesso sono difficili da comprendere senza computazione dei dati.

Per esempio, se acquisto un fondo che ha una media storica di rendimento annuo del 5% e una volatilità del 7%, che probabilità ho di avere un rendimento positivo l’anno successivo? e dopo tre anni? e dopo cinque anni?

Queste risposte si possono dare con calcoli matematici di probabilità, ma anche e forse più semplicemente con delle simulazioni Montecarlo che simulano serie storiche che abbiano una media ed una varianza stabilite.

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Ospite — Gurrieri Francesco
Gentile Bernardi, proprio per gli svantaggi delle simulazioni Montecarlo che lei evidenziava nel post, personalmente utilizzo il b... Leggi tutto
Sabato, 22 Ottobre 2016 11:49
Daniele Bernardi
Grazie Arnaldo dei complimenti, felice di poter aiutare qualcuno, continui a seguirci e a condividere...
Domenica, 23 Ottobre 2016 15:02
Ospite — Arnaldo Trezzi
Bellissimo articolo, mi sono sempre chiesto se ci fosse un metodo semplice per implementare un MC. Sarei ulteriormente felice se p... Leggi tutto
Sabato, 22 Ottobre 2016 13:20
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Siamo tra le migliori 200 Start-Up Europee

Siamo tra le migliori 200 Start-Up Europee

Lo hanno comunicato ieri pomeriggio, quindi sono ancora troppo entusiasta per non diffondere la notizia che ovviamente mi riempie di orgoglio.

DIAMAN Tech è stata selezionata tra le migliori 200 Start Up che si presenteranno al prossimo Web Summit di Lisbona dei primi di novembre 2016.

Detta così la notizia, per chi non conosce l'evento Web Summit, non ha una grande rilevanza, l'acquista quando si capisce che è un evento internazionale con 21 conferenze in tre giorni su vari settori legati al web e al IoT (Internet of Thing) diffusa in tutto il mondo con oltre 50.000 partecipanti in tre giorni di conferenza, oltre 1000 investitori istituzionali come Venture Capital e oltre 1000 espositori con una vetrina per le migliori start up (principalmente europee) da loro selezionate.

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Ospite — Gurrieri Francesco
Complimenti! Mi fa molto piacere che nel settore dei software per la finanza ci sia una realtà italiana come la vostra. Ancora con... Leggi tutto
Lunedì, 17 Ottobre 2016 16:32
Daniele Bernardi
Grazie Francesco, i complimenti sono sempre graditi e ci danno la forza di lottare tutti i giorni per realizzare questo splendido ... Leggi tutto
Lunedì, 17 Ottobre 2016 16:40
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Return Parity™ Approach

Return Parity™ Approach

A fine luglio ho avuto il piacere di presentare il paper "Return Parity™ Approach" al World Finance Conference di New York.

Mentre tutta l'industria si focalizza sul controllo del rischio (anche noi onestamente), per dare portafogli adeguati alla propensione al rischio del cliente, in realtà il cliente vuole un risultato, è abituato ad un risultato, è abituato ad avere un rendimento che venti anni fa era attorno al 20% annuo comprando un semplice BOT, poi gradualmente è diminuito fino a scomparite.

Ma la gran parte degli investitori quando entra in banca chiede: "ma che rendimento ti me dà?" detta in veneziano.

Con gli avvenimenti degli ultimi anni gli investitori si sono resi conto che ad ogni rendimento, anche minimo è associato un rischio e forse, dico forse, che ottenere rendimenti elevati comporta non solo rischi più elevati, ma anche un'incertezza (la deviazione standard) di raggiungere l'obbiettivo più elevata.

Con coraggio e incoscienza, oltre due anni fa abbiamo lanciato un fondo chiamato Target Strategy che deliberatamente ha l'obbiettivo di dare un rendimento del 5% medio annuo nell'arco di cinque anni.

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Daniele Bernardi
Caro Luca, se legge i miei vecchi post magari la possono aiutare a comprendere meglio... le certezze non ci sono sui mercati finan... Leggi tutto
Sabato, 29 Ottobre 2016 21:41
Ospite — Luca Caiani
Sempre più convinto a voler capire... purtroppo i miei deficit continuano a limitare la mia comprensione a comprendere come un'ana... Leggi tutto
Sabato, 08 Ottobre 2016 22:07
Daniele Bernardi
Grazie Andrea, fa piacere e da forza per continuare questo impegno settimanale, Se viene da Milano passi a trovarci il 4/11 all'In... Leggi tutto
Sabato, 29 Ottobre 2016 21:42
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Si leva o non si leva?

Si leva o non si leva?

Alcune settimane orsono ho parlato della caduta del mito della cosiddetta Capital Market Line (CML per gli appassionati di statistica finanziaria) che è una ipotesi affascinante se si usano i modelli statistici uni-periodali ma che nella applicazione pratica falliscono miseramente (visto che il risultato di un investimento è multi-periodale e definito dall’andamento di singoli giorni di quotazione che concorrono al risultato finale che è tutt’altro che lineare.

Per spiegarla in parole spero comprensibili per chi non è (come non lo sono io) laureato in statistica: Markowitz e la frontiera efficiente si basano su alcune assunzioni, una delle quali è che si considerano i risultati come ottenuti in un singolo periodo, non importa quale esso sia, un giorno, un mese, un anno, un decennio, è comunque un periodo considerato singolarmente, non condizionato dal rendimento di uno o più periodi precedenti.

Se non si considera in alcun modo la traiettoria della serie storica, e la relativa volatilità, allora se da un portafoglio di investimento ottengo il 3% di rendimento medio annuo, utilizzando una leva 2 dovrei ottenere un rendimento 6% (considerando zero il risk free per facilità) e un rendimento del 9% (largo circa) se utilizzo la leva tre.

Ovvero la CML ipotizza che partendo da un portafoglio ottimale, se utilizzo la leva finanziaria ottengo dei rendimenti lineamenti crescenti (in relazione alla volatilità del portafoglio).

Nella realtà non è così non solo per i portafogli composti da più strumenti, ma anche per un singolo strumento di investimento.

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Ospite — Andrea Romeì
Buonasera Daniele. Dai miei calcoli, seguendo esattamente le modalità così come le hai descritte, con leva 7 (cioè utilizzando 100... Leggi tutto
Domenica, 02 Ottobre 2016 23:35
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Quale Robo Advisors vincerà la competizione?

Quale Robo Advisors vincerà la competizione?

Mercoledì 21 settembre 2016 a Milano ho avuto il piacere di partecipare alla seconda edizione della conferenza sui Robo Advisors organizzata dall'amico e collega Massimo Scolari, presidente di ASCOSIM (per chi volesse avere informazioni sulla associazione: www.ascosim.it e il mio parere dato in tempi non sospetti al post Tributo ad Ascosim).

Per chi non conosce la definizione di Robo Advisors, essi sono dei servizi di investimento forniti a clienti e potenziali tali mediante supporti informatici moderni e senza l'ausilio di un consulente finanziario in carne ed ossa.

In pratica se andate su un sito di Robo Advisor, potete ricevere informazioni ed indicazioni su come investire i propri risparmi a vari livelli, ovvero ricevendo semplici suggerimenti che poi dovete avere l'accortezza di applicare personalmente, oppure destinando tutta o una parte della vostra ricchezza a tali soggetti che essendo intermediari finanziari, o appoggiandosi ad intermediari finanziari possono fare per voi le operazioni di investimento.

Ho avuto l'onore di poter presentare un mio personale contributo al tema con una presentazione semplice e veloce che potete trovare qui.

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Ospite — antonio
Sono un abbonato Ex-ante, ma per mia curiosità ho sentito collegi che utilizzano Quantalys come roboadvisory e Vorrei chiederle se... Leggi tutto
Sabato, 24 Settembre 2016 19:22
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Come sfruttare il Drawdown per stimare i rendimenti futuri

Come sfruttare il Drawdown per stimare i rendimenti futuri

La scorsa settimana abbiamo visto con il post Come stimare la perdita attesa futura che il Drawdown di strumenti finanziari diversi può aiutare a creare portafogli ottimizzati con un indicatore di rischio più attinente alla percezione dell'investitore riguardo ai rischi che corre.

Secondo l'autore del paper Expected Drawdown Management, il Co-Drawdown è più stabile della correlazione come indicatore di diversificazione tra attività finanziarie, quindi i portafogli sono più robusti e più efficienti.

Ma a questo punto era doveroso per me riprendere un concetto che ha fatto la fortuna del software exAnte di Diaman Tech, ovvero l'utilizzo del drawdown per stimare i rendimenti attesi futuri.

E' intuitivo che a marzo del 2009, dopo che i mercati finanziari avevano perso il 50%, le probabilità di perdita ulteriore erano nettamente inferiori alle probabilità di guadagno, ma questo comunque con i modelli di statistica tradizionale non si riesce ad evincere.

Per capirci, se stimo il cono di Ibbotson, in due periodi differenti, per esempio marzo 2007 e marzo 2009, avrò sempre lo stesso cono dei rendimenti attesi futuri, anzi se tenete conto della volatilità, probabilmente il cono di marzo 2009 dava più probabilità di perdita che marzo 2007, perché avendo una varianza maggiore il cono veniva più largo (ma sempre simmetrico lungo la media).

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Come stimare la perdita attesa futura

Come stimare la perdita attesa futura

Immaginare quale perdita massima attesa aspettarci da un portafoglio di investimento fino a poco tempo fa era impossibile.

Certo, si poteva usare la solita unità di misura "spannometrica" per cui all'aumentare della volatilità aumenta anche il drawdown, ma chi conosce i mercati finanziari sa che il rapporto tra volatilità e drawdown non è assolutamente lineare, dipende da tanti fattori, ma soprattutto dai modelli matematici di calcolo di questi indicatori.

La volatilità non è in grado di comprendere se un rendimento è positivo o negativo, quindi posso avere alta volatilità e alti rendimenti con basso drawdown, ne sono esempi fondi Hedge come Winton Capital Fund che negli anni hanno saputo restituire ai loro investitori alti rendimenti con alta volatilità, anche con dei mesi fortemente negativi, ma difficilmente consequenziali e quindi con drawdown massimi inferiori ai mercati azionari.

Da oggi, grazie ai modelli matematici in grado di calcolare il Co-Drawdown e il Conditional Co-Drawdown è possibile stimare la perdita attesa di un portafoglio di investimento in base ai pesi assegnati ai vari strumenti finanziari che compongono il portafoglio.

Per comprendere al meglio questo post vi consiglio (per chi non lo avesse fatto) di leggere gli ultimi due post propedeutici a questo: Ma quale rischio e rischio e Co, Co, Cos'è il Co-Drawdown?.

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Ospite — Gurrieri Francesco
Carissimo Bernardi, la seguo sempre con molto interesse. Inoltre ho avuto l'onore di pubblicare una mia lettera sulla tassazione d... Leggi tutto
Martedì, 13 Settembre 2016 10:35
Daniele Bernardi
Grazie Francesco, le formule matematiche le trova sul paper il cui link è sul mio post co,co cos'è il co-drawdown, se non riusciss... Leggi tutto
Martedì, 13 Settembre 2016 19:58
Ospite — Francesco
Buongiorno, sono un consulente finanziario e utilizzo il software ex-ante. Ritiene che questo approccio verrà (se già non lo è) ut... Leggi tutto
Mercoledì, 14 Settembre 2016 10:29
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Co, Co, Cos'è il Co-Drawdown?

Co, Co, Cos'è il Co-Drawdown?

Quest’estate in uno dei miei viaggi a Londra ho avuto il piacere di visitare una società di gestione, Agenda Invest, guidata dall’amico Michele Marcello, il cui CIO (Chief Investment Officer, ovvero il responsabile degli investimenti) è un interessante cinese di nome Chi Keong Lee.

Il paper da lui pubblicato nel Jornal of Wealth Management, si chiama Expected Drawdown Management: an ex-ante, long term approach to portfolio costruction (Gestione della perdita attesa: un approccio a priori per la costruzione di portafoglio di lungo termine).

Il paper spiega come non sia sufficiente descrivere una serie storica con una distribuzione (per di più normale) dei rendimenti, perché esiste un fenomeno nelle serie storiche finanziarie di auto-correlazione (concetto descritto nel paper della scorsa settimana che potete leggere qui) per cui ad un rendimento negativo ne può seguire un altro ed un altro ancora, creando i trend che sono ben evidenti nei mercati finanziari, ma soprattutto creando delle perdite che se rilevanti possono incidere significativamente sui risultati futuri dell’investimento.

Detto questo, ha creato dei modelli matematici molto interessanti per stimare ex-ante la perdita massima che ci si può attendere da un portafoglio di investimento composto da più attività finanziarie.

Il lavoro parte da un presupposto: le correlazioni tra serie storiche finanziarie non sono stabili e non sono significative per rendere efficiente un portafoglio di investimento.

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Ospite — Luca
Molto interessante, resto in attesa prendendo alla lettera:"Come sempre, per chi vuole il file excel degli esempi riportati non de... Leggi tutto
Domenica, 22 Gennaio 2017 13:45
Daniele Bernardi
Caro Luca, la prego di mandarmi una mail all'indirizzo info@diaman.it per due motivi: 1) il dbase del blog da inizio anno non regi... Leggi tutto
Domenica, 22 Gennaio 2017 20:21
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Ma quale rischio e rischio

Ma quale rischio e rischio

Visto il successo del post Il crollo di un mito della settimana scorsa, ho pensato di iniziare un percorso, con i lettori che vorranno seguirmi, che porterà a comprendere bene i concetti di rischio, rendimento, leva finanziaria e come fare a stimare rendimenti e perdite attesi.

Ho già parlato spesso di rischio (vedasi per esempio i post: Oggi parliamo di Deviazione Standard da un punto di vista "non standard"Deviazione Standard, Volatilità e VIX e considerazioni sul Drawdown) ma mi sono convinto che una bella serie di post di approfondimento e chiarimento siano opportuni visto le recenti ricerche che ho compiuto e che mi hanno portato a conoscere dei modelli in grado di stimare il drawdown atteso, concetto molto interessante ma che necessita di una adeguata preparazione e un ragionamento che permetta di comprendere bene questi modelli (che proprio facili in termini matematici non sono).

Esistono diverse definizioni di rischio: mi è sembrato che il sondaggio evidenziato dall'amico Fulvio Marchese di frontiera efficiente, riassunto in questa tabella, sia esplicativo:

Quale indicatore statistico bisogna utilizzare per definire il primo rischio in termini di importanza per i clienti?

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