Miglioriamo insieme il mondo del risparmio gestito

Questo Blog ha lo scopo di alimentare un dibattito che ci auguriamo posso accrescere anche la nostra e la vostra cultura finanziaria, per colmare il gap che ci differenzia dal mondo anglosassone e per poi far prevalere la nostra creatività e genialità tipiche del popolo Italiano
La cultura è l'unico bene che condiviso accresce la ricchezza dei partecipanti

Non conosci? Allora non investi!

Non conosci? Allora non investi!

Una delle più forti contraddizioni della entrante normativa europea MiFID II è legata alla conoscenza degli strumenti finanziari del cliente che vuole investire mediante un intermediario o ancor meglio tramite un consulente finanziario.

QUESTIONARIO

La normativa prevede che l’intermediario, grazie al questionario di adeguatezza, debba valutare la conoscenza che il cliente ha degli strumenti di investimento in cui l’intermediario gli propone di investire (in realtà queste domande erano presenti già con la MiFID I).

Nel caso che il cliente non abbia una discreta conoscenza degli strumenti l’intermediario dovrebbe astenersi dal fornire consulenza in materia di investimento in tali strumenti.

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Che tipo di investitore sei?

Che tipo di investitore sei?

Partecipando al Fee Only Summit di Consultique questa settimana ho assistito ad una bella presentazione della Dott.ssa Nadia Linciano di Consob che ha illustrato una ricerca condotta sulle caratteristiche degli investitori italiani e la loro attitudine ad investire seguendo o meno i consigli dei consulenti.

GENTILEZZA

Quindi gli ho chiesto di pubblicare alcuni grafici e alcune considerazioni che lei ha riportato sul nostro blog per diffondere più possibile queste informazioni e lei molto carinamente ha accettato.

DINAMICHE

I dati che ne sono usciti sono molto interessanti per comprendere le dinamiche non solo degli investitori ma anche del futuro dell’industria del risparmio gestito, quantomeno in Italia.

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Quale modello di distribuzione di servizi finanziari vincerà?

Quale modello di distribuzione di servizi finanziari vincerà?

Se dovessimo guardare ai modelli oggi vincenti nella distribuzione di prodotti, i modelli vincenti sono quelli di Amazon e Alibaba, ovvero completa separazione tra la vendita e la e la produzione del prodotto.

MODELLO CAPTIVE

In futuro l'industria del risparmio gestito dovrà affrontare questo spinoso tema, ovvero la separazione tra fabbrica prodotto e canale distributivo, cosa che in parte sta avvenendo, anche se il modello cosiddetto “Captive”, che non è il "modello Captiva" della Chevrolet (hi,hi,hi)

 

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Ospite — giuliano galiardi
CF ? 1- me lo sono trovato in banca senza spese 2-qui non sono stato aiutato e abbandonato , 3-uno privato costa troppo (0,6%) e ... Leggi tutto
Sabato, 11 Novembre 2017 14:02
Daniele Bernardi
Caro Giuliano, hai evidenziato correttamente tutti i difetti dell'industria. Il costo di un servizio è relativo, se ti affidi ad u... Leggi tutto
Sabato, 11 Novembre 2017 14:29
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Come generare ALPHA nei mercati finanziari

Come generare ALPHA nei mercati finanziari

Il futuro che ci attende nei mercati finanziari è pieno di insidie e trappole.

Ovunque ci giriamo troviamo incongruenze che non possono lasciare indifferenti ne gli investitori e tanto meno i professionisti.

VADO AL MASSIMO

I mercati azionari sono ai massimi con multipli spesso fuori dalle medie storiche, diverse commodities sono vicine ai minimi o comunque a prezzi molto diversi dalle medie storiche; i mercati obbligazionari addirittura si trovano con rendimenti negativi se a breve termine, e comunque con spread che non ripagano assolutamente dei rischi che ci si assume a comprare i bond, soprattutto nei corporate.

CRYPTO?

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La fallacità degli indicatori Media/Varianza

La fallacità degli indicatori Media/Varianza

Il 20 ottobre 2017 si è tenuta l’ultima edizione del 2017 dell’Investors’ Tour, una serie di conferenze itineranti che hanno lo scopo di portare i contributori delle rivista cartacea a contatto con i nostri lettori o comunque delle persone che, come noi, sono appassionati di finanza e vogliono accrescere la propria cultura.

Ci sono stati molti interventi interessanti, ma dal punto di vista degli indicatori statistici è stato illuminante l’intervento del prof. Ruggero Bertelli sul tema degli indicatori statistici deterministici a confronto con i classici indicatori media e varianza.

FACCIAMO UN ESEMPIO

Se ipotizziamo un investimento che un anno guadagna il 10%, l’anno dopo perde il 10%, il terzo anno guadagna di nuovo il 10% e il quarto anno perde il 10%, a vostro avviso quale sarà il rendimento dell'investimento alla fine di quattro anni?

PENSATE ALLA RISPOSTA PRIMA DI CONTINUARE A LEGGERE

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Ospite — giuliano galiardi
Ill.mo Ingegnere, le concedo la massima fiducia nei suoi ragionamenti statistici, nel Diaman ratio (nell' ex-Ante) e quindi le chi... Leggi tutto
Lunedì, 23 Ottobre 2017 02:58
Daniele Bernardi
Mi spiace Giuliano, ma non possiamo fornire indicazioni su strumenti finanziari senza un regolare contratto di consulenza, vicever... Leggi tutto
Lunedì, 23 Ottobre 2017 08:52
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Quando troppe informazioni fanno confusione

Quando troppe informazioni fanno confusione

Come promesso la settimana scorsa, nel post A cosa serve l'indicatore TEV = Tracking Error Volatility, questo post è incentrato sull’Information Ratio, chiamato anche Appraisal Ratio.

A differenza del Tracking Error (TE), di cui non sono riuscito a trovarne il padre, l’Information Ratio è stato introdotto per la prima volta da Thomas H. Goodwin nel 1998 in un omonimo paper pubblicato sulla rivista dell’associazione CFA.

Per chi fosse interessato a leggerlo lo trovate al link https://www.actuaries.org.uk/documents/information-ratio 

L’idea alla base di questo indicatore statistico è quella di estrarre informazioni utili per prendere decisioni di investimento, quando sia necessario confrontare più fondi o ETF, specialmente se sono passivi e sono confrontati con un chiaro indice di riferimento (cosiddetto Benchmark).

TRACKING ERROR

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A cosa serve l'indicatore TEV = Tracking Error Volatility

A cosa serve l'indicatore TEV = Tracking Error Volatility

Spesso viene definito il Tracking Error come il costo nascosto degli strumenti finanziari che replicano un indice.

Questo è parzialmente vero, ma prima è importante comprendere di cosa stiamo parlando.

Partiamo dalla storia, il primo a livello accademico a parlare di TE è stato Richard Roll nel 1992 anche se ho avuto difficoltà a trovare un “padre” dell'indicatore Tracking Error, che in Italia viene chiamato TEV, ovvero Tracking Error Volatility.

A COSA SERVE?

Immaginate di dover verificare se un ETF o un fondo passivo replicano in maniera fedele l’indice benchmark (ovvero di riferimento) a cui si ispirano, come fate?

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Ospite — giuliano
Ill.mo Ingegnere provi a vedere come si fa statisticamente a prevedere un calo di Borsa o un calo di una categoria di fondi e/o di... Leggi tutto
Sabato, 07 Ottobre 2017 15:01
Daniele Bernardi
Gentile Giuliano, ci sono indicatori statistici per cercare di anticipare (o prevedere, come preferisce) un calo di borsa, ma l'ap... Leggi tutto
Sabato, 07 Ottobre 2017 15:29
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I mercati finanziari sono Casuali o Deterministici?

I mercati finanziari sono Casuali o Deterministici?

Premesso che non possiedo una risposta definitiva, questa domanda assilla gli operatori del settore investimenti da moltissimi anni.

PARTIAMO DALLE DEFINIZIONI:

Mercati Casuali significa che il loro andamento non è legato ad alcun fattore esterno che ne modifica l’andamento, ovvero l’andamento del mercato giorno dopo giorno si muove senza alcun schema prestabilito e di conseguenza non è possibile trarre profitto dall’interpretazione del mercato stesso. (per fare un esempio la sequenza di numeri che esce da una roulette al casinò è completamente casuale).

Mercati deterministici significa che il loro andamento è condizionato da fattori esterni che ne modificano il percorso, quindi conoscendo quali sono questi fattori esterni è possibile trarre profitto dall’andamento degli stessi. (per fare un esempio, i risultati delle corse automobilistiche sono deterministici, ovvero si può conoscere in anticipo chi arriverà tra i primi e chi tra gli ultimi, e gli incidenti determinano classifiche diverse).

PUNTO DI VISTA ACCADEMICO

Gli accademici, a partire da Eugene Fama, padre della teoria dei mercati efficienti, che alla base deve prevedere la casualità al fine di giustificare i modelli matematico/statistici utilizzati per descriverli, hanno con forza sostenuto per decenni la casualità dei mercati finanziari, con vari esempi come quello delle infinite scimmie che in un infinito intervallo di tempo possono arrivare a scrivere la divina commedia, come ho spiegato nel post: Perché i mercati non possono essere considerati casuali)

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Perché la Blockchain cambierà il mondo

Perché la Blockchain cambierà il mondo

Come ho scritto la settimana scorsa, nel post La rivoluzione rumorosa, mentre il bitcoin è una crypto-currency che permette di eseguire transazioni registrate sulla BlockChain, quest’ultima in realtà è la fondamenta su cui si basa la tecnologia del Bitcoin e di tutte le altre crypto in circolazione.

UN ESEMPIO

Per fare un esempio alla "Marco Montemagno", il Bitcoin è come una società che si è quotata durante la new Economy, potrebbe avere successo ma anche essere soppiantata da una tecnologia migliore, mentre la Blockchain è come internet ed è nata non solo per restare ma anche per rivoluzionare il nostro mondo per come lo concepiamo oggi.

COSA SONO LE ICO

In questi ultimi mesi stanno imperversando le ICO, Initial Coin Offer, ovvero emissioni di nuove crypto-currency emesse da chiunque voglia raccogliere soldi per sviluppare un progetto.

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Ospite — Rainer
Bell'articolo ma con un piccolo errore: CDB Web Tech non era un'IPO ma una SPIN OFF ovvero veniva regalata ai possessori dell'azio... Leggi tutto
Sabato, 23 Settembre 2017 14:29
Daniele Bernardi
Grazie Rainer, hai ragione CDB Web Tech è stata uno spin off, ma mi ricordo bene che hanno fatto anche la IPO, avevo cercato di es... Leggi tutto
Sabato, 23 Settembre 2017 15:08
Ospite — Rainer
Corretto Daniele. Grazie, apprezzo molto i tuoi articoli, interessanti e scritti bene.
Sabato, 23 Settembre 2017 15:25
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La rivoluzione rumorosa

La rivoluzione rumorosa

Colgo l’occasione di questi forti movimenti sul Bitcoin di questi giorni per aggiungermi alle sempre più numerose persone che parlano di crypto-currency (in realtà lo avevo già fatto nel Investire in Cryptovalute? sì o no?)

INVESTIMENTO O SPECULAZIONE?

La mia posizione su tali asset come investimento non cambia, sono strumenti di speculazione, non di investimento e quindi vanno valutati come tali; personalmente il 2% del mio patrimonio l’ho investito nelle crypto-currency, ma si tratta di una porzione non rilevante, coerente con la logica di investimento speculativo che può esserci in ottica di diversificazione, come è giusto che sia.

Però oggi non vorrei guardare a questo fenomeno come uno strumento di investimento o speculazione, risparmiandovi commenti inutili (vista la volatilità) sull’eventualità che il Bitcoin salirà o scenderà, ma bensì come una tecnologia che incorpora il germe della rivoluzione.

L'IMPORTANZA DELLA CULTURA

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Ospite — MAURO PIZZINI
Concordo che la novità non saranno le crypto valute, ma la tecnologia della blockchain che eliminerà diversi passaggi e renderà d... Leggi tutto
Sabato, 16 Settembre 2017 16:38
Daniele Bernardi
Certo Aldo, hai reso l'idea, oggi Bitcoin è la più famosa e più utilizzata, oltre che la più sicura, ma consuma una quantità abnor... Leggi tutto
Venerdì, 22 Settembre 2017 07:05
Ospite — Aldo
Concordo pienamente, io penso che i Bitcoin non siano essenziali, potrebbe andar bene anche un'altra criptovaluta. io penso sempre... Leggi tutto
Giovedì, 21 Settembre 2017 17:14
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Hai minusvalenze da recuperare?

Hai minusvalenze da recuperare?

Chiunque ha fatto degli investimenti finanziari è incappato almeno una volta in uno strumento che ha dovuto vendere ad un prezzo inferiore a quello di acquisto.

Se qualcuno lo nega possono esserci solo tre casi: (1) non ha ancora venduto, seppur in perdita, l’investimento (di fatto conseguendo una perdita non ancora maturata ai fini fiscali), oppure (2) è da troppo poco tempo negli investimenti e quindi non gli è ancora capitato, ovvero (3) mente spudoratamente per non ammettere i propri errori…

NON IMPORTA DI CHI E’ LA COLPA

Investire porta irrimediabilmente a fasi in cui si guadagna e in cui si perde, sia per colpa dei mercati che per colpa di nostre decisioni errate, è inevitabile, ma è come gestiamo le emozioni in quest’ultima fase che fa la differenza a lungo termine, insieme alle competenze che maturiamo e agli strumenti che usiamo.

FINANZA COMPORTAMENTALE

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Guai a chi demonizza i certificati di investimento

Guai a chi demonizza i certificati di investimento

Mi è capitato di recente di imbattermi in un Blog, peraltro molto seguito, il cui principale contributore aveva scritto un post molto negativo sui certificati di investimento.

Da come scriveva si capiva bene che la sua fonte di ispirazione erano più i pregiudizi che l'approfondimento, che la conoscenza della materia era limitata e il post conteneva inesattezze.

Sia chiaro, è capitato anche a me di dare giudizi sbagliati sulla base di informazioni parziali,  (anch'io dovrò a breve cambiare versione sul mondo delle cryptovalute che ho demonizzato senza comprenderne bene i meccanismi e soprattutto la filosofia alla base di tale rivoluzione, me ne parlerò tra qualche settimana), quindi non voglio colpevolizzare nessuno.

COMPRENDIAMO INSIEME COSA SONO I CERTIFICATI

Quindi ho pensato di fare un post di chiarimento su questa tipologia di strumenti finanziari, perché ritengo che meritino attenzione e studio, più di quanto avuto finora.

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Ospite — giuliano
un esempio , spiegato nei suoi particolari, vale più di tante parole ....prossimamente qui ?
Sabato, 02 Settembre 2017 17:59
Daniele Bernardi
Certo Giuliano, la prossima settimana sempre qui...
Sabato, 02 Settembre 2017 18:00
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I mercati Azionari sono Ciclici?

I mercati Azionari sono Ciclici?

La bellezza dei mercati azionari è che non sono semplici e lineari.

L'andamento di un indice azionario nasconde dentro di se tutta una serie di dinamiche interne importanti da conoscere e da sfruttare per migliorare il proprio rendimento a parità di rischio assunto.

COME FUNZIONA UN INDICE

Un indice è una media dell'andamento di una serie di titoli azionari che si muovono con dinamiche spesso diverse tra loro, quindi mentre l'indice in un determinato giorno, mese o anno ottiene dei rendimenti medi, all'interno ci sono titoli che guadagnano molto di più, che perdono molto di più o anche che si avvicinano alla media.

Ma spesso questi titoli che apparentemente si muovono in maniera disordinata, seguono dinamiche precise in base al settore di appartenenza. Il prezzo del petrolio cala e tutti i titoli energetici legati a tale commodity perdono valore (giustamente); c'è un attentato e i prezzi delle compagnie aeree perdono valore; un titoli legato all'e-commerce come Amazon pubblica risultati migliori delle aspettative e tutti i titoli del settore crescono, insomma ci sono dinamiche cosiddette di secondo livello che muovono i settori con logiche spesso (non sempre) identificabili e sfruttabili in termini  di speculazione ma anche di investimento.

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Sapete prevedere quando arriva un temporale sui mercati finanziari?

Sapete prevedere quando arriva un temporale sui mercati finanziari?

Abbiamo toccato i massimi di mercato? 

Il mercato azionario crescerà ancora oppure è il momento di prendere profitto dei guadagni degli ultimi anni?

Cosa conviene fare? Alleggerire? Aumentare l’esposizione? Disinvestire tutto?

Esiste un indicatore statistico che possa aiutare a fare scelte corrette di investimento?

permettetemi un raccontarvi la genesi del DISTRUPTION INDICATOR, in un era, il 2009, in cui il termine Disruption o Disruptive non era ancora utilizzato come viene utilizzato oggi soprattutto nel mondo delle start-up.

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Ospite — MAURO PIZZINI
Interessante. Il segnale di entrata ed uscita avviene sul taglio con la sua media? Per eliminare i falsi segnali dovuti ad una fa... Leggi tutto
Sabato, 12 Agosto 2017 11:22
Daniele Bernardi
Ciao Mauro, il segnale è doppio, quando il DDI è sopra 100 come valore o sopra la media c'è un segnale di allerta; se sono entramb... Leggi tutto
Sabato, 12 Agosto 2017 17:50
Ospite — giuliano galiardi
Non vorrei disturbare troppo ma la curiosità è forte - Ill Ingegnere, mi può dire cosa segnala il DDI in questi giorni sull' azion... Leggi tutto
Domenica, 13 Agosto 2017 20:18
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Dipendenza dalla Correlazione

Dipendenza dalla Correlazione

La correlazione tra le serie storiche è uno degli indicatori più utilizzati per cercare di creare portafogli di investimento robusti e diversificati.

Ho spiegato in diversi post (come per esempio Benedetta correlazione. Malefica correlazione) che la Correlazione è spesso sopravalutata ed usata in maniera errata, ma oggi vorrei approfondire un poco di più come si può utilizzare la correlazione in maniera intelligente senza farsi ingannare.

Ingannare? perché ingannare?

Ebbene si, esiste una forma di correlazione, chiamata spuria, per cui due fenomeni completamente indipendenti uno dall’altro sembrano, analizzando la correlazione legati tra di loro.

Il primo esempio è riportato nel grafico qui sotto, dove è evidenziata la correlazione molto forte tra le persone annegate in piscina in seguito ad uno scivolamento e i film girati dall’attore Nicholas Cage 

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tributo a Anna Stevani Bernardi

tributo a Anna Stevani Bernardi

Anna Stevani Bernardi è nata a Mestre-Venezia. La sua vita, dopo il matrimonio  avvenuto nel 1960, è stata interamente e amorevolmente dedicata ai tre figli Marta, Laura e Daniele.

Alla fine degli anni ‘70 ha intrapreso, con il marito Gianfranco, numerosi corsi per operatori famigliari che l’hanno portata a fondare insieme a Padre Lino Tieppo negli anni ‘80  il primo Consultorio Famigliare Ucipem in Italia, di cui ha svolto il ruolo di direttrice per oltre un decennio.

 

Il disegno e la pittura sono sempre stati nel suo cuore fin da adolescente; tuttavia gli impegni famigliari e il tempo dedicato al volontariato non le hanno permesso di trovare lo spazio per lo studio di questa sua passione che ha assunto piena espressione solo in età più matura. Il suo primo maestro di pittura è stato il Prof. Tullio Bonso che le permesso di definire ed esprimere un suo personale stile pittorico.

I suoi studi continuano con il professore Giorgio Pettener, insegnate dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, che diverrà il suo mentore. Con lui è cresciuto il suo segno grafico, specializzandosi anche in l'acquerello e nudo.

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Siamo seri, usiamo la statistica correttamente!

Siamo seri, usiamo la statistica correttamente!

Troppe volte ho letto articoli imprecisi che riportavano dati parziali con scopi spesso nemmeno troppo velati.

Capita spesso di leggere, per di più su quotidiani economici rappresentativi di cui non farò il nome, di analisi faziose e manipolate per dare dei risultati che non rappresentano la realtà.

PREMESSA

Premetto che sono un grande utilizzatore di ETF e li ritengo strumenti molto validi che tra l’altro offrono opportunità di investimento in settori e nicchie di mercato particolari che non si trovano nei fondi comuni, (ho creato un fondo che investe esclusivamente in questi strumenti puntano su una strategia innovativa per la selezione); però quando leggo articoli che scrivono che solo ‘X per cento dei fondi (percentuale bassa ovviamente) di fondi battono il miglior ETF di categoria mi arrabbio perché queste analisi sono prive di fondamento scientifico, ne tantomeno statistico.

DISPERSIONE

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Ospite — Gurrieri Francesco
Caro Bernardi, gli articoli che si leggono sulla cosiddetta stampa specialistica sono troppo spesso fuorvianti, o meglio lo scopo ... Leggi tutto
Sabato, 22 Luglio 2017 12:47
Daniele Bernardi
Caro Francesco, ovviamente fa piacere ricevere queste approvazioni, ma dalle tue parole mi rendo conto che forse ho esagerato, non... Leggi tutto
Sabato, 22 Luglio 2017 15:34
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Meglio stimare la propensione al rischio o la probabilità di rendimento positivo?

Meglio stimare la propensione al rischio o la probabilità di rendimento positivo?

Propensione al rischio o avversione alle perdite?

L’entrante normativa MiFID II impone riflessioni su come adeguare il portafoglio di investimento alla propensione al rischio del cliente.

OBBIETTIVI NON RISCHI

Già, bel problema; il cliente non sa quantificare la sua propensione al rischio, salvo non voler perdere mai dei soldi, l’intermediario finanziario punta ad evitare grane e cause con i clienti e quindi alla fine finisce per essere più prudente di quanto necessario facendo perdere delle opportunità ai clienti e alla fine, non fornendo un adeguato servizio per raggiungere gli obbiettivi dello stesso.

Il ragionamento dovrebbe spostarsi in un altro livello.

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Come sfruttare l’effetto PIR senza per forza comprare un fondo…

Come sfruttare l’effetto PIR senza per forza comprare un fondo…

…ma soprattutto senza dover rimaner bloccati per cinque anni.

Si è molto dibattuto in questi mesi sulla bontà o meno di questo strumento legislativo diventato famoso per l’Acronimo PIR, ovvero Piani Individuali di Risparmio, che ha lo scopo di incentivare gli investimenti nelle PMI Italiane quotate e dare quindi un’impulso costruttivo alla ancor sofferente economia Italiana.

CONTESTO

Come ho già scritto nel post L'Italia è la miglior opportunità di investimento, se si somma l’effetto del maggior tasso di crescita delle piccole e medie imprese rispetto a quelle grandi, spiegato nel post Cosa sono i Factor Models?, (dove il premio al rischio delle piccole e medie imprese esiste e più essere catturato aumentando di conseguenza il rendimento del portafoglio) unito all’effetto che una tale normativa sta producendo in fatto di flussi di investimento costanti verso tale settore, sostenere che il comparto STAR delle piccole imprese Italiane salirà a dismisura è una previsione fin troppo facile.

PRO E CONTRO

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Ospite — Alessandro
In che proporzione vengono acquistati i 10 titoli selezionati?
Domenica, 09 Luglio 2017 15:47
Daniele Bernardi
Gentile Alessandro, i dieci titoli vengono comprati con la logica Equally Weigthed, ovvero al 10% ciascuno, in questa tipologia di... Leggi tutto
Domenica, 09 Luglio 2017 19:19
Ospite — Marco Fortini
Salve, cosa posso fare per trovare/prenotare il certificates in questione? con l'ISIN non lo trovo. Grazie 1000.
Lunedì, 10 Luglio 2017 16:16
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Cosa sono i Factor Models?

Cosa sono i Factor Models?

Tutto inizio nel 1964 quando William Sharpe elaborò l'idea del CAPM (Capital Asset Pricing Model) creando sostanzialmente il primo modello "one factor model" che consiste sostanzialmente in una regressione di una retta rispetto ai rendimenti del titolo rispetto all'indice, per cui il rendimento di un titolo sostanzialmente era uguale a: r=α+βf+ϵ; Sharpe sosteneva che il mercato fosse in equilibrio  secondo questo unico fattore BETA che indicava se un titolo era più rischioso o meno (per chi vuole approfondire invito a leggere Come stimare l'Alpha e il Beta di un fondo).

BETA COME FATTORE DI RISCHIO

Un titolo azionario con un BETA di 1,2 significa che mediamente crescerà di più del mercato in caso di rialzo, mentre tenderà a perdere mediamente un 20% in più in caso di ribasso del mercato.

I PIONIERI DEL FACTOR INVESTING

Nel 1996 Fama e French scrissero un paper molto interessante "Common Risk factors in the returns on stocks and bonds" (Fattori di rischio comuni nella valutazione dei rendimenti di azioni e obbilgazioni).

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