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Analisi Macro (parte seconda)

Analisi Macro (parte seconda)

Questa volta provo a scrivere per primo il consueto appello: se vi piacerà questo post condividetelo e retwittatelo ai vostri amici...

La scorsa settimana ho spiegato con il post Analisi Quantitativa e Analisi Macro qual'è il punto di vista di chi utilizza l'analisi quantitativa, ovvero assumere che i mercati incorporano nel prezzo tutte le informazioni e anche tutte le aspettative del mercato e quindi si possono adottare tecniche di trend following per guadagnare senza farsi troppe domande.

 

Un'altro aspetto importante di chi studia la finanza quantitativa è che preferisce investire il proprio tempo nel capire le dinamiche dei mercati finanziari e come poterle sfruttare invece di perdere tempo a leggere bilanci e situazioni economico-patrimoniali delle aziende che per definizione sono passati e spesso forvianti.

Non voglio dire che è sbagliato leggere i bilanci delle aziende, anzi, quello che voglio dire è che posso studiare a fondo un'azienda fino a conoscerne i più intimi dettagli e scoprire che è la più bella azienda del mondo per poi investire su di essa nel momento sbagliato e perderci sopra dei soldi, mentre posso investire sulla società più sgangherata del mondo nel momento giusto e guadagnare alla grande (citazione "rubata" a Lorenzo Marconi da un suo libro).

Tornando all'analisi Macro per prima cosa vorrei fornire una descrizione per chi non mastica la finanza tutti i giorni: L'analisi macroeconomica è quell'approccio che viene adottato da chi considera fondamentale analizzare i dati di andamento economico dello stato in cui vuole investire per predire l'andamento dei mercati.

Gli indicatori economici più utilizzati e conosciuti sono i seguenti: 

Prodotto Interno Lordo (PIL)

Tassi di interesse

Prezzi al consumo (inflazione)

Occupazione

Vendite al dettaglio 

Bilancia dei pagamenti

Quando sono entrato in finanza nel 1998 tutti sostenevano che era impossibile fare timing, in effetti successivamente mi sono reso conto che fare timing utilizzando i dati macroeconomici come indicatori statistici, perché strutturalmente in ritardo.

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Come potete vedere sul grafico, la borsa americana aveva già iniziato a perdere da diversi mesi e il GDP (PIL) Americano continuava a crescere.

Ovviamente l'esempio sopra è banale ma potete credere ad uno che analizza l'andamento dei mercati da anni e gli indicatori macroeconomici sono strutturalmente in ritardo sui mercati finanziari, fuorviando gli investitori con della volatilità di breve che spesso non risulta comprensibile ai meno esperti.

Vi è mai capitato di aver comprato un titolo che cresce nei giorni precedenti alla pubblicazione dei dati trimestrali, poi i dati trimestrali escono oltre le attese e il titolo da quel momento per alcuni giorni perde valore? 

A prima vista questo fenomeno è incomprensibile, però in realtà nasconde un meccanismo ben conosciuto agli addetti ai lavori che si traduce nella famosa frase "compra sui rumors e vendi sulla notizia".

LA realtà è che gli analisti stimano la crescita della società in base alle loro informazioni, le pubblicano o le diffondono (rumors) e poi quando escono i dati della società in linea con quanto stimato dagli analisti chi ha investito per speculare chiude le posizioni cedendole a chi ingenuamente ha letto la notizia sul giornale e ha pensato che l'investimento in quella società sia interessante.

La mia visione è che leggere i bilanci è utile per comprendere se la società è sana, ma non serve perderci molto tempo perché un buon software di elaborazione può fare un ranking delle società e escludere quelle che non hanno buone caratteristiche.

Buon week end a tutti

DB

Analisi Quantitativa e Analisi Macro
Mea culpa, ma ora basta

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Commenti 2

 
Ospite - Maurizio il Sabato, 04 Ottobre 2014 18:42

sono d'accordo, personalmente credo che nel risparmio amministrato ma ancora più nel risparmio gestito sia molto importante l'aspetto quantitativo e molto poco quello qualitativo. In buona sostanza se leggo un'analisi approfondita di una SGR o di un fondo singolo e mi viene descritta come solida, processi di investimento affidabili, expertise dei gestori, ma poi i suoi fondi non performano come gli altri (spesso succede), cosa me ne faccio ? Molto più importante valutare la consistenza nel tempo delle performance e monitorarle costantemente così da capire quando comincia a peggiorare rispetto ai competitors, non è sicuramente facile ma l'analisi quantitativa ritengo sia più utile in questo senso rispetto a quella qualitativa.

sono d'accordo, personalmente credo che nel risparmio amministrato ma ancora più nel risparmio gestito sia molto importante l'aspetto quantitativo e molto poco quello qualitativo. In buona sostanza se leggo un'analisi approfondita di una SGR o di un fondo singolo e mi viene descritta come solida, processi di investimento affidabili, expertise dei gestori, ma poi i suoi fondi non performano come gli altri (spesso succede), cosa me ne faccio ? Molto più importante valutare la consistenza nel tempo delle performance e monitorarle costantemente così da capire quando comincia a peggiorare rispetto ai competitors, non è sicuramente facile ma l'analisi quantitativa ritengo sia più utile in questo senso rispetto a quella qualitativa.
Daniele Bernardi il Domenica, 05 Ottobre 2014 19:19

Gentile Maurizio,
Nella realtà l'analisi macro viene usata per fare scelte di asset allocation strategica, poi per i singoli fondi da acquistare si usano altre metodologie, principalmente quantitative, ma di questo ne parlerò il rpossimo post (mi ha fornito un bel tema su cui discutere...)
Continui a seguirci
DB

Gentile Maurizio, Nella realtà l'analisi macro viene usata per fare scelte di asset allocation strategica, poi per i singoli fondi da acquistare si usano altre metodologie, principalmente quantitative, ma di questo ne parlerò il rpossimo post (mi ha fornito un bel tema su cui discutere...) Continui a seguirci DB
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