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Arbitraggi, dalla teoria alla pratica

Arbitraggi, dalla teoria alla pratica

L'arbitraggio nei mercati finanziari è quella operazione che consente andando lunghi di un'asset e corto di un'altro, di speculare sul misspricing (errato allineamento di chi effettua il prezzo) presente su mercati diversi in molte occasioni, tecnicamente garantendo un guadagno dalle inefficienze stesse..

Partiamo dall'inizio, Eugene Fama nel 1970 pubblica un paper divenuto poi famosissimo sulla teoria dei mercati efficienti, sostenendo che gli stessi esistono almeno in forma debole, (vi invito a leggete su wikipedia qualche informazione utile a tal proposito)..

Le evidenze empiriche degli oltre 40 anni di mercati sembrano invece dimostrare che i mercati non sono efficienti nemmeno in forma debole; le asimmetrie di prezzo, di informazioni, di capacità valutativa fanno si che sia possibile realizzare delle strategie di investimento che nel lungo termine sono in grado di battere il mercato stesso, e lo dimostrano molti casi di successo come Reinassance Technology, Winton Capital, Millennium, AHL e tanti altri Hedge Fund di successo a New York e Londra.

Teoricamente, ma solo in parte praticamente, la presenza di arbitraggisti permette ai mercati finanziari di essere più efficienti, facciamo un esempio sul Forex:

Immaginate di possedere tre account diversi in altrettanti broker in America (A), in Inghilterra (B) e in Giappone (C9, in una determinata ora del giorno ci sono i prezzi della figura (i valori sono diversi da quelli attuali, perdonerete l'immagine vecchia):

Immaginate di avere 1000 Pound nel conto B, li convertite in dollari e così avete 1600 dollari; nel conto a negli stati uniti convertite 1600 dollari in Yen e quindi vi ritrovate con 131.200 Yen; nel conto C a questo punto convertite 131.200 Yen in Pound con il concambio di 128, otterrete 1025 Pound; avete guadagnato il 2,5% a cui togliere i costi di conversione e i costi di mantenimento dei conti separati.

Comprenderete che più persone effettuano le operazioni, più il differenziale dei vari cambi in giro per il mondo si assottigliano e comprenderete anche che tali operazioni devo essere svolte in lassi di tempo molto piccoli per evitare il rischio che le valute si muovano e quindi riducano i guadagni o addirittura producano piccole perdite.

Queste operazioni si possono fare anche tra ETF dello stesso emittente però quotati in paesi diversi, con titoli azionari quotati in più borse mondiali; l'esistenza di arbitraggisti garantisce che i prezzi siano sempre molto allineati in tutte le parti del mondo.

Però queste operazioni ho scoperto che si possono fare relativamente facilmente, a condizione di essere un buon trader, anche con certificati di investimento e i loro sottostanti.

Vi spiego perché: DIAMAN ha fornito consulenza ad una società UK di nome Hubble Advisors, di fornire tre titoli azionari che siano in momentum (se non sai cos'è leggi il post Fare Momentum con il DIAMAN Ratio e anche Un momentum, parlano gli accademici) per massimizzare le probabilità che un certificato da loro "arrangiato" insieme a Commerzbank venisse "autocallato" in breve tempo con un bonus molto importante del 10%.

Per chi interessa tale strumento, potete guardare il riassunto del webinar in questo video:

 

In questi giorni di lancio è successo un fenomeno non rarissimo, ma comunque molto interessante: i titoli suggeriti da DIAMAN che sono Altice, Ferrari e Infineon, titoli diversi tra loro di settore, con scarsa correlazione ma che sono in forte momentum in questo ultimo periodo, hanno perso mediamente tra il 2 e il 3% perché il mercato europeo ha leggermente ripiegato in questi ultimi giorni, con la conseguenza che la volatilità dello stesso è aumentata.

Visto che i modelli di pricing delle società di certificati tiene conto della variazione della volatilità (sono pur sempre opzioni, seppur digitali), il prezzo del certificato è sceso di più del prezzo dei titoli azionari e questo fenomeno apre la possibilità di arbitraggio, seppur imperfetto, a mio avviso molto interessante.

Ieri sera, venerdì 21 aprile, il prezzo del certificato era a 946, con i titoli appunto che stanno perdendo tra il 2 e il 3,5% dello strike iniziale (il prezzo di chiusura degli stessi titoli del 3 di aprile, giorno di quotazione del certificato).

Supponiamo di avere un broker che mi permetta di vendere i titoli allo scoperto (esempio i broker di CFD), se compro 100 lotti del certificato, quindi investo 94.600 euro e vendo 31.500 euro per ognuno dei tre titoli sottostanti, tecnicamente mi sono coperto dal rischio che il certificato scenda ulteriormente, beneficiando però da settembre in poi delle cedole mensili di 2,5 euro al mese per lotto che mi coprono circa le spese per la copertura in titoli con CFD short.

Devo ovviamente stare attento che, vista la forma del certificato, se i titoli tornano sopra la pari, ovvero sopra lo strike price deciso il 3 aprile recuperando le perdite del 2-3,5%, devo chiudere la posizione short di quel titolo, perché altrimenti rischio che il titolo salga ancora di più mentre il certificato può rimanere ancora basso per colpa degli altri due.

Però supponiamo i vari scenari possibili:

1) i titoli progressivamente recuperano il loro valore entro il 3 agosto 2017, io sto attendo a chiudere le loro posizioni short man mano che i titoli recuperano: il certificato viene richiamato (essendo un autocallable) da Commerzbank che paga 1100€ per ogni lotto, quindi il mio incasso é circa: +15.000 dal bonus, -3000 dalle posizioni short sui titoli = 12.000 con un impegno di capitale teorico di 200.000€, ovvero il 6% in tre mesi e mezzo a basso rischio.

2) Il 3 di agosto 2017, data dell'ultima osservazione settimanale per richiamare il certificato con il 10% di bonus, i titoli hanno perso tutti il 10% del loro valore perché le borse sono andate male, decido di chiudere il certificato con una perdita di 5.000€ supponendo che il prezzo del certificato sia sceso a 9000, però incasso 7.000 euro dalla chiusura delle posizioni short con CFD, per cui il mio guadagno netto è di 2.000 euro, ovvero l'1% in tre mesi e mezzo.

3) Se voglio mantenere la posizione fino a scadenza, cosa sconsigliata perché conviene fare un nuovo certificato con le medesime caratteristiche di bonus, comunque ho una cedola di 2,5 Euro per ogni lotto, per cui di 250 euro al mese che mi compensano le spese delle posizioni corte in CFD, a scadenza mi trovo in questa situazione:

   a) tutti e tre i titoli supponiamo che abbiano perso il 10%, mi trovo con il rimborso del capitale di 100.000 euro da parte di Commerzbank, quindi un guadagno di 5.600€ che vanno sommati ai 7.000€ di guadagno dalle posizioni corte in CFD, per cui guadagno 13.600€ quindi poco meno del 7% però in tre anni invece che in tre mesi, per cui effettivamente non conviene tenere aperta la posizione

   b) uno dei tre titoli è sceso sotto il 70% del valore iniziale, supponiamo che abbia perso il 40% del proprio valore, quindi Commerzbank restituisce 60.000€, a cui vanno sommati i guadagni delle posizioni short, che se sono stato accorto e ho spostato tutte nel titolo peggiore quando questo ha rotto la barriera del -30% significa che potrei guadagnare un in un range che va da circa 12.000€ a 36.000€, quindi comunque vada in perdita rispetto alle altre soluzioni, anche se comunque molto inferiore rispetto ad avere solo il certificato.

Quindi se prendo in considerazione le sole due ipotesi, la possibilità di guadagnare facendo questo arbitraggio sono molto interessanti, soprattutto se reiterate poi nel tempo.

Mi rendo conto che comunque tale strategia non è alla portata di tutti.

Alla portata di tutti c'è comunque la possibilità di acquistare solo il certificato di Commerzbank, puntando sulla vantaggiosa possibilità di beneficiare di una teorica leva implicita, perché basta che il mercato azionario tra il 3 maggio (data della prima osservazione) e il 3 agosto 2017 salga e permetta ai tre titoli di andare sopra il valore di strike price, per "intascarsi" il 15% di bonus (10% più il differenziale tra il prezzo di acquisto e il prezzo di lancio di 1000€ a lotto).

Che dire, quindi, arbitraggio o investimento diretto, vi invito a dare un occhiata con interesse al termsheet, soprattutto prima di un eventuale investimento nel certificato, oltre alla sua quotazione che trovate nel sito di in borsa italiana, ma fatelo in fretta perché è probabile che questa anomalia si corregga in pochi giorni.

Per correttezza vi informo che DIAMAN non guadagna dalla distribuzione di tale prodotto di investimento, ma semplicemente ha preso una flat fee per la selezione dei titoli con la maggior probabilità di crescita in questo periodo.

A disposizione come sempre a rispondere ai vostri commenti sul blog (preferibile rispetto ai social network) vi invito a condividere se ritenete utile questi contenuti.

DB

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Sabato, 25 Maggio 2019

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