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Il Bitcoin è una Crypto-Currency o un Crypto-Asset?

Il Bitcoin è una Crypto-Currency o un Crypto-Asset?

La prima volta che sono venuto a conoscenza seriamente del Bitcoin è stato il 2013, grazie all’amico Dario Pizzato, un cosidetto “Miners” (minatore di Bitcoin) di vecchia data.

Nonostante i suoi tentativi di convincermi sulla bontà del Bitcoin, io ero molto scettico, il Bitcoin aveva appena raggiunto i mille dollari e non riuscivo a comprendere perché una valuta (nella mia testa il Bitcoin era solo una valuta di scambio) potesse valere così tanto rispetto alla “Valuta” con la V maiuscola per eccellenza, ovvero il dollaro americano (USD).

Lo seguivo si sfuggita quando avevo un poco di tempo, e quando è crollato a 250 dollari, mi sono detto: “ecco Daniele, avevi ragione tu”, questo Bitcoin non è altro che una fantasia senza senso di una ristretta cerchia di “nerd”.

Mi sbagliavo, non serve ribadirlo, ma non tanto per il prezzo del Bitcoin (certo, adesso con il senno di poi potreste dire che sono stato semplicemente un cretino…) ma per quello che il Bitcoin rappresenta.

Molti pensano che il Bitcoin sia una valuta, sono nate società che trasformano il Bitcoin in Euro (per i puritani si dice valuta FIAT) istantaneamente al momento del pagamento con una carta di credito al ristorante, o addirittura persone che hanno creato un wallet per spostare i centesimi di Bitcoin da un wallet ad un altro e immediatamente trasformarli in Euro per chi li riceve.

Per me questi sforzi non hanno senso, almeno finchè il Bitcoin continuerà ad avere una volatilità annualizzata di circa l’ottanta per cento (solo il VIX Index ha una volatilità superiore).

E’ come se qualcuno pretendesse di pagare al ristorante con una piccola parte di una quota azionaria del titolo Apple (giusto per fare un esempio); in linea teorica si può creare una cosa del genere, tecnicamente è fattibile, ma a nessuno interessa farlo, perché il titolo Apple è un Asset non una valuta.

Se quando è nato al Bitcoin fosse stato dato il termine di Crypto Asset e non Crypto Currency, probabilmente non ci sarebbero stati tutti questi equivochi e probabilmente io non avrei fatto quel terribile errore di valutazione che ho fatto nel 2013.

Ultimamente ho avuto qualche pacata discussione sui social network con qualche trader che considerava il Bitcoin senza valore intrinseco.

Effettivamente dare valore al Bitcoin è difficile; se lo si considerasse una valuta di scambio, come in molti lo considerano, allora il valore del Bitcoin dipenderebbe dal suo rapporto con le altre valute (come apparentemente è negli exchange); in tal caso non sarebbe giustificato a mio parere una così diversa e spropositata valorizzazione rispetto al USD e a tutte le altre valute perché non è diffuso come sistema di pagamento e il suo valore dovrebbe essere legato in qualche modo alla sua diffusione (cosa che invece non è assolutamente).

Se invece si considera un asset, allora forse si può giustificarne un valore così elevato.

Un asset sono le azioni di una azienda, un asset è un titolo obbligazionario, un asset è un barile di petrolio o una pepita d’oro; insomma in finanza si chiamano asset classes proprio perché tutti questi strumenti finanziari vengono classificati diversamente in base alle loro caratteristiche.

Quindi il Bitcoin è un Crypto Asset?

Certo.

E’ una nuova asset class, digitale che ha un valore, quale?

Quanto può valere qualcosa in grado di liberare il mondo dal potere delle Banche?

Quanto può valere un asset che distribuisce la ricchezza più equamente? 

Quanto può valere un asset che decentralizza e ridistribuisce il potere?

La Blockchain non è solo una tecnologia innovativa, non è solo un nuovo modo più sicuro per archiviare in maniera immodificabile le transazioni, è una diversa filosofia di vita, è basata su una logica open source, che significa che non c’è la proprietà del singolo, ma c’è il contributo di tutti; è una rivoluzione culturale che minerà alla  radice centinaia di anni di “feudi” e “orticelli” che hanno contraddistinto l’ego umano.

Quanto vale questa rivoluzione culturale?

E’ possibile prezzare questa rivoluzione?

Vale 300 miliardi di dollari?

Vale 21 milioni di Bitcoin?

Ma quanto varranno questi 21 milioni di Bitcoin alla fine? Varranno 1000 USD, 10.000 USD, 100.000 USD o 1.000.000 di USD come ipotizzano gli expert (o gli illusi, ce lo dirà solo il futuro che deve ancora essere scritto).

Di certo la volatilità di questo strumento è imbarazzante, e ne rende impossibile un utilizzo come moneta di scambio (provate ad immaginare un ristorante con un menù che cambia da quando entrate a quando uscite del 15%)...

Insomma, tra tutti i valori che incorpora il Bitcoin, quello di essere una valuta di pagamento è a mio avviso il meno apprezzabile.

Per quanto riguarda la Volatilità, una riduzione è comunque altamente auspicabile, anche perché anche dimezzata (la volatilità, non il prezzo) rimarrebbe una delle asset class più variabili (nel bene e nel male) tra quelle di investimento attuale.

Forse non tutti sanno che la blockchain funziona un poco come un polmone, se sei a riposo l’utilizzo e ridotto ai minimi termini, se invece fai una corsa il suo utilizzo e la sua ampiezza è massima; così avviene con il numero di “miners” che cercano di vincere una delle competizioni sulla cryptazione dell’ultimo blocco, se il prezzo è alto tutti lavorano per cercare di incassare il premio e sempre nuovi miners si aggiungono, se il prezzo cala (come è successo a settembre 2017 prima dell’attuale rally) molte macchine vengono spente, perché costa più l’energia elettrica che la possibilità di vincere dei Bitcoin.

Questa foto è un esempio di "schede video dedicate" per minare il Bitcoin.

Per finire, se invece consideriamo il Bitcoin come un asset class di investimento, e ne volessimo stimarne il valore futuro, allora bisogna usare dei modelli quantitativi previsionali; ho provato a stimarne il valore futuro e le probabilità che questo si realizzi, ma di questo ne parlerò la prossima settimana.

DB

 

 

 

Differenze tra grafico lineare e logaritmico
Simulazione Montecarlo applicata al Bitcoin

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Commenti 1

 
Ospite - Safari il Martedì, 26 Dicembre 2017 16:42

Questo articolo parte da una ovvia constatazione, ossia che bitcoin non sia moneta (infatti mai potrà esserlo per come è stato progettato), per giungere ad una conclusione priva di contenuto. Cos'è un asset? Praticamente qualunque cosa. Quindi che cos'è bitcoin? Non si sa. In compenso si tenta giustificarne il valore sulla base di premesse sbagliate, tipiche di chi non ha competenze informatiche, e ideologiche, tipiche di chi è, in buona fede, ingenuo o, al contrario, disonesto:
- Libera dalle banche? Sì, tuttavia non è detto che sia completamente un bene.
- Distribuisce ricchezza più equamente? Il mining non è affatto equo, e porta inevitabilmente a concentrazione sul lungo periodo (è già così da molto tempo).
- Decentralizza e ridistribuisce il potere? Il potere viene semplicemente spostato nelle mani di pochi miners, che tenderanno a diventare sempre meno e a guadagnare di più. In ogni caso qualunque redistribuzione, in qualunque ambito, può essere moralmente e tecnicamente sbagliata, per quanto di moda in chi pensa di non averne a sufficienza.
- La blockchain non è affatto una tecnologia innovativa, tecnicamente è una soluzione povera e inefficiente invece.
- Non è un modo più sicuro (rispetto a cosa?), la non modificabilità è una scelta progettuale che concorre a risolvere il problema del double spending.
- "una logica open source, che significa che non c’è la proprietà del singolo, ma c’è il contributo di tutti": questa è forse l'affermazione più ignorante e ideologica di tutto l'articolo. Non esiste alcuna logica open source, ogni progetto open source ha una governance o proprietà chiara. Attribuire "democraticità" a progetti il cui codice sorgente è pubblico è semplicemente sbagliato.
- "minerà alla radice centinaia di anni di “feudi” e “orticelli” che hanno contraddistinto l’ego umano": non so come si possa anche solo vagamente pensare che la tecnologia possa modificare gli intimi istinti umani. Bitcoin non rende le persone meno desiderose di potere o ricchezza. Comunque, al massimo può spostare il baricentro del potere economico, né più né meno.
"Ma quanto varranno questi 21 milioni di Bitcoin alla fine?" Questa invece potrebbe essere la domanda a cui è più facile dare un risposta sensata: probabilmente poco o niente, gli attori chiave si saranno già spostati verso qualcosa di più remunerativo.

Questo articolo parte da una ovvia constatazione, ossia che bitcoin non sia moneta (infatti mai potrà esserlo per come è stato progettato), per giungere ad una conclusione priva di contenuto. Cos'è un asset? Praticamente qualunque cosa. Quindi che cos'è bitcoin? Non si sa. In compenso si tenta giustificarne il valore sulla base di premesse sbagliate, tipiche di chi non ha competenze informatiche, e ideologiche, tipiche di chi è, in buona fede, ingenuo o, al contrario, disonesto: - Libera dalle banche? Sì, tuttavia non è detto che sia completamente un bene. - Distribuisce ricchezza più equamente? Il mining non è affatto equo, e porta inevitabilmente a concentrazione sul lungo periodo (è già così da molto tempo). - Decentralizza e ridistribuisce il potere? Il potere viene semplicemente spostato nelle mani di pochi miners, che tenderanno a diventare sempre meno e a guadagnare di più. In ogni caso qualunque redistribuzione, in qualunque ambito, può essere moralmente e tecnicamente sbagliata, per quanto di moda in chi pensa di non averne a sufficienza. - La blockchain non è affatto una tecnologia innovativa, tecnicamente è una soluzione povera e inefficiente invece. - Non è un modo più sicuro (rispetto a cosa?), la non modificabilità è una scelta progettuale che concorre a risolvere il problema del double spending. - "una logica open source, che significa che non c’è la proprietà del singolo, ma c’è il contributo di tutti": questa è forse l'affermazione più ignorante e ideologica di tutto l'articolo. Non esiste alcuna logica open source, ogni progetto open source ha una governance o proprietà chiara. Attribuire "democraticità" a progetti il cui codice sorgente è pubblico è semplicemente sbagliato. - "minerà alla radice centinaia di anni di “feudi” e “orticelli” che hanno contraddistinto l’ego umano": non so come si possa anche solo vagamente pensare che la tecnologia possa modificare gli intimi istinti umani. Bitcoin non rende le persone meno desiderose di potere o ricchezza. Comunque, al massimo può spostare il baricentro del potere economico, né più né meno. "Ma quanto varranno questi 21 milioni di Bitcoin alla fine?" Questa invece potrebbe essere la domanda a cui è più facile dare un risposta sensata: probabilmente poco o niente, gli attori chiave si saranno già spostati verso qualcosa di più remunerativo.
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