Miglioriamo insieme il mondo del risparmio gestito

Questo Blog ha lo scopo di alimentare un dibattito che ci auguriamo posso accrescere anche la nostra e la vostra cultura finanziaria, per colmare il gap che ci differenzia dal mondo anglosassone e per poi far prevalere la nostra creatività e genialità tipiche del popolo Italiano

Perchè la consulenza indipendente è quasi impossibile in Italia

Perchè la consulenza indipendente è quasi impossibile in Italia

Viviamo in un mondo imperfetto, questo mi è chiaro da tempo.

Gli interessi economici spesso distorcono la presunta realtà a loro favore contando su vantaggi di posizione e di conoscenza.

Nel caso dei servizi di investimento, sfruttano le scarse conoscenze dei clienti per ottenere maggiore profitto spesso a scapito del propri stessi clienti, che in realtà dovrebbero essere serviti al meglio essendo la fonte dei loro ricavi.

CONFLITTI DI INTERESSE

I conflitti di interesse sono inevitabili, recita la MiFID (la normativa che regola alcuni servizi di investimento), certo, è vero, ma esplicitarli è realmente sufficiente?

ASIMMETRIA INFORMATIVA

Anche sui medicinali come l’aspirina scrivono: “è un medicinale che potrebbe avere effetti collaterali anche gravi”.

Si ma quanto gravi? Sul foglietto c’è scritto, in piccolo e dopo casi sempre più improbabili di complicazioni che si può anche morire, ma quanti di noi prima di prendere un’aspirina contro il mal di testa ha letto tutto il foglietto illustrativo?

Io in realtà nel 2009 ho rischiato di morire, perché di colpo sono diventato allergico all’aspirina che prendevo spesso contro i mal di testa, ma fino a quell’episodio non avevo la più pallida idea del pericolo e della rischiosità di tale medicinale per tutti.

PARALLELISMO

Nei mercati finanziari è lo stesso, prego cliente, vuole guadagnare di più (vuole stare meglio), abbiamo questa bellissima obbligazione subordinata che rende il triplo della obbligazione normale, sa è della nostra banca, una delle più storiche e sicure banche d’italia.

Ma che rischi corro? (chiede l’ignaro cliente). Nessuno, le obbligazioni sono subordinate al pagamento delle altre prima di questa, ma il rischio di fallimento della banca sono praticamente nulli, vada tranquillo.

Ne parlo oggi, a mesi di distanza dalle crisi di Etruria, Veneto Banca e Banca di Vicenza, perché nel momento caldo della crisi di queste banche i nervi scoperti erano tanti e non mi piace girare il coltello nella piaga.

ALLERTA

Ma prima che accada di nuovo, (visto anche lo spread che imperversa e che mette in difficoltà le banche) qualcosa deve cambiare.

O il cliente diventa erudito e studia bene pregi e difetti, ma soprattutto i rischi degli strumenti che acquista, oppure deve farsi suggerire da un soggetto terzo indipendente.

ANALISI INDIPENDENTE

Un consulente finanziario, una figura esterna alla banca (a parte la sua per cui lavora) che può confermare o declinare la bontà di un’offerta di terzi.

Ci sono tantissimi bravi professionisti che fanno l'interesse del cliente, ma anche in questo caso, la tentazione (o il dubbio dalla parte del cliente) di offrire qualcosa di diverso che vende la sua banca (o rete di promozione) sfruttando sempre la scarsa conoscenza del cliente, è forte.

DISTINZIONE

Perché i consulenti finanziari (denominati in maniera brutale, abilitato all’offerta fuori sede) sono professionisti, spesso a partita iva, che però possono essere mandatari di un solo intermediario finanziario (che ovviamente vende i propri prodotti).

La figura ideale sarebbe quella del consulente finanziario indipendente (anche qui gli è stato affibbiato il nome di “autonomo” per sminuirne il valore) che non avendo alcuna relazione con gli intermediari e non potendo prendere soldi da nessuna altra entità se non dal cliente stesso, è la figura ideale per dare una indicazione super-partes, ovvero senza alcun conflitto potenziale.

IPOTETICAMENTE

Fantastico, quindi essendo la figura più vicina al cliente, senza conflitti di interesse, che non può vendere alcun prodotto è il consulente ideale per ogni cliente.

Tutti dai consulenti finanziari autonomi, anzi, dirò di più, tutti a fare i consulenti autonomi.

Ma perché i consulenti finanziari (quelli legati ad una mandante) non fanno tutti i consulenti autonomi e si liberano della mandante che tra l’altro è quella che prende gran parte della torta che paga l’ignaro cliente? 

REALTA'

Dal primo dicembre parte l’OCF (organismo per i consulenti finanziari) praticamente l’albo sia per gli ex promotori finanziari che per i consulenti indipendenti.

Bene, mi risulta che si siano iscritti meno di 150 consulenti finanziari autonomi, mentre i consulenti finanziari a.o.f.s sono oltre 30.000.

Perché tale differenza?

DIFFICOLTA'

Perché nella realtà oggi fare il consulente finanziario indipendente dalle banche o da altri intermediari finanziari è quasi impossibile.

E lo dice qualcuno che ha una società di consulenza finanziaria indipendente dal 2002.

Vi spiego alcuni motivi che lo rendono veramente difficile:

1)A differenza di USA, UK, Malta, Svizzera etc., in Italia un consulente finanziario non è autorizzato a curare l’ordine per il cliente, quindi significa in altre parole, io ti suggerisco di comprare questo fondo, ETF, titolo o altro strumento, dove lo compri, quando lo compri e quanto paghi, è una scelta tua (forse un bravo consulente può migliorare il terz’ultimo e l’ultimo punto); questo significa che il cliente deve andare in banca e sentirsi la solfa dell’impiegato (che fa il suo mestiere, intendiamoci, non ho nulla contro di loro) che cerca di fargli cambiare idea.

2)Il costo di consulenza è un ulteriore aggravio ai già cari servizi di negoziazione, custodia, e commissioni in caso di fondi o ETF; spesso i consulenti consigliano gli ETF perché costano meno dei fondi e in molti casi è un vantaggio, ma ci sono molti fondi che meriterebbero di entrare nei portafogli dei clienti (come il  Volactive di New Millennium Sicav, per esempio), ma se lo comprano devono acquistare la classe retail che costa di media 1% in più della classe istituzionale che può acquistare in una gestione patrimoniale per esempio.

3)Il cliente è costretto ad aprire un conto amministrato presso un intermediario, e questo regime fiscale non permette di compensare minusvalenze (perdite) con le plusvalenze (guadagni) tra quasi tutti gli strumenti finanziari (come ETF o Fondi), rendendo inefficiente il lavoro perché le minusvalenze pesano molto e abbattono i rendimenti faticosamente ottenuti.

4)La gestione dei conti dei clienti è molto onerosa e manuale, se un cliente ha cinque banche, riconciliare ogni operazione è una enorme perdita di tempo a meno che non si spendano 20.000 euro all’anno per dei software di aggregazione.

5)La gestione amministrativa è molto dispendiosa: a differenza di un consulente finanziario legato ad una mandante, l’indipendente deve fare i calcoli delle fatture, emetterle, verificare che il cliente paghi, gestire gli insoluti, archiviare le informazioni, etc.

6)Non aiutano le disposizioni dell’OCF, l’organo di controllo dei consulenti finanziari e delle società di consulenza che hanno preso la procedura di autorizzazione che io ho dovuto realizzare nel 2009 per diventare (per quattro anni) SIM di Consulenza e hanno fatto copia incolla, di fatto riempiendo di assurde incombenze amministrative i poveri consulenti finanziari autonomi (questa affermazione è una mia opinione ovviamente); 

PROPORZIONALITA'

Nel TUF (Il testo unico per la finanza) realizzato dal mitico Mario Draghi, c’è chiaramente scritto che i controlli e gli adempimenti devono essere proporzionali alla dimensione dell’azienda vigilata, ma quando ero SIM dovevo fare tutte le incombenze di una Banca, nemmeno una in meno. Adesso i poveri Consulenti Indipendenti dovranno investire soldi per avere il registro unico informatico, per dotarsi di procedure (molto costose), compliance, risk management ecc.

AUSPICIO

Se qualcosa non cambia, se non si consente quantomeno alle SCF, di curare l’esecuzione degli ordini del cliente (che significa in pratica poter mandare in banca l’ordine per nome e conto del cliente), essere dei professionisti a fianco del cliente rimmarrrà praticamente impossibile.

Che i poteri forti abbiano architettato tutto ciò, per evitare una figura scomoda che gli impedisce di fare quello che vogliono con i propri polli (perché considerarli clienti in questo caso è offensivo), onestamente è semplice da pensare.

Ma pensare ai clienti e ai suoi interessi mai?

Ritenete veramente che continueranno a cascarci ancora a lungo?

DB

 

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Commenti 1

 
Ospite - Eugenio il Domenica, 25 Novembre 2018 14:26

Bravo Daniele!
Purtroppo hai perfettamente ragione, per essere indipendenti lo sforzo è ciclopico.
Speriamo che ne valga la pena

Bravo Daniele! Purtroppo hai perfettamente ragione, per essere indipendenti lo sforzo è ciclopico. Speriamo che ne valga la pena
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