Miglioriamo insieme il mondo del risparmio gestito

Questo Blog ha lo scopo di alimentare un dibattito che ci auguriamo posso accrescere anche la nostra e la vostra cultura finanziaria, per colmare il gap che ci differenzia dal mondo anglosassone e per poi far prevalere la nostra creatività e genialità tipiche del popolo Italiano

Ripartiamo da zero

Ripartiamo da zero

Siamo di fronte ad una situazione insostenibile.

Purtroppo sembra che sia più facile, per la classe politica tutta, fare una caccia alle streghe piuttosto che rendersi conto di quello che sta accadendo.

Nel 2012, prima che ci fosse la prima crisi dello spread Italiano, il nostro debito era detenuto al 30% circa dagli stessi italiani, siano essi delle banche, delle società o dei cittadini e il 70% da esteri, principalmente istituzionali.

Dopo la crisi, siamo stati forzati a comprare gran parte del debito noi italiani e abbiamo portato il 70% del debito pubblico in casa, lasciando solo un misero 30% agli intermediari esteri.

SITUAZIONE ATTUALE

Adesso ci troviamo di fronte ad una crescita dello spread, che indica chiaramente che si sono più persone che cercano di vendere di quelle che cercano di comprare che viene interpretato dai politici come speculazione, o peggio complotto contro di loro.

Il problema è che le banche italiane sono praticamente obbligate a detenere gran parte del loro patrimonio in titoli italiani, quindi chi vende in questo momento sono gli stranieri.

VISTI DA FUORI

Purtroppo la percezione che si ha dall’estero riguardo l’Italia è tutt’altro che entusiastica, come vorrebbero farci credere, e non voglio fare considerazioni politiche, voglio semplicemente rendere edotti gli Italiani che la situazione è preoccupante, e fare finta di niente è il peggior atteggiamento che si possa tenere.

La situazione è praticamente insostenibile, abbiamo vissuto nella bambagia fino ad oggi, ma se non vogliamo rovinare il futuro dei nostri figli dobbiamo agire ed in fretta, non c’è più tempo.

Dal dopoguerra agli anni 2000, la politica economica è stata quella di indebitare lo stato per trasferire ricchezza al privato, pratica opinabile e che è stata possibile grazie alla enorme crescita economica delle imprese che hanno spinto il PIL a crescere anche a doppia cifra negli anni del boom economico.

FRENI

Poi è intervenuta la burocrazia, la legittima richiesta di legalità e tentativo di ridurre il nero, per finire con la compliance, pratica che ha irrigidito tutto il sistema finanziario e di conseguenza l’economia che per anni non solo non è cresciuta, ma è drasticamente calata.

Tutti questi processi, assolutamente doverosi, hanno però aggiunto una zavorra insostenibile per la piccola e media impresa che già era in difficoltà con la competizione estera.

Se aggiungiamo una devastante pratica del “pagherò”, attuata per prima dallo stato centrale e la pubblica amministrazione, che ha introdotto un perverso meccanismo di rallentamento della circolazione del denaro, ci troviamo in una situazione che definire delicata è quantomeno “elegante”.

Siamo di fronte ad un attacco degli speculatori? Può darsi

Siamo di fronte ad una esagerazione mediatica? Può darsi

Siamo di fronte ad una miopia dei nostri politici? Può darsi

La realtà è che siamo di fronte ad un momento epocale.

DESTINO

O prendiamo in mano il nostro destino, oppure lo faranno altri per noi, gli speculatori, i media, i politici (di altre nazioni) e questo in ogni caso non è molto ben augurante per la nostra penisola.

Non c’è nulla da scherzare, mentre scrivo queste righe sto tornando da Londra, che pur avendo la loro cara Brexit da curare, hanno il tempo di preoccuparsi per il nostro futuro, e posso assicurarvi che la preoccupazione serpeggia per gli ambienti finanziari.

Non credo alla cospirazione, non credo che ci sia qualcuno che vuole mettere i mercati contro il governo.

REPUTAZIONE NON COSPIRAZIONE

Credo nella reputazione, credo nella credibilità (scusate il gioco di parole) e credo nella progettualità e nel problem solving (ovvero nella capacità di risolvere i problemi).

Ma qui, di persone che cercano di risolvere il problema dell’Italia ne vedo poche.

Non è dando il reddito di cittadinanza che si risolvono i problemi dell’Italia.

Ridurre le tasse? Magari, certo, ma il primo problema dell’Italia non sono le tasse da pagare (forse il secondo o terzo...), sono altri fattori che incidono sulle scelte imprenditoriali.

MIGLIORAMENTI

La lista di modifiche sarebbe lunghissima, ma credo che la prima e unica modifica che sarebbe necessario (per non dire obbligatorio) fare è la cancellazione di tutti i diritti acquisiti da 50 anni di mala gestione.

Attenzione, non dico di togliere i diritti acquisiti da chi se li è meritati e ha pagato per ottenerli, ma di tutti quei diritti acquisiti da rendite di posizione che in realtà non hanno maturato realmente tali diritti.

SANGUISUGHE

Mi riferisco alle migliaia di persone che prendono pensioni d’oro sproporzionate a quanto hanno versato nella loro vita.

Mi riferisco a quelle centinaia di migliaia di persone che vivono come dipendenti dello stato con stipendi non commisurati al lavoro che svolgono, con benefit acquisti in momenti storici dove contava comprare il voto più che prendere decisioni importanti per il futuro.

Mi riferisco ai raccomandati che pensano di avere diritto al posto fisso (e a non fare nulla) solo perché conoscono questo o quello.

Mi riferisco alle persone che viaggiano in treno gratis perché lavorano o hanno lavorato in ferrovia.

Mi riferisco ai lavoratori di Alitalia che pensano più ai loro diritti che alla sopravvivenza della società per cui lavorano.

Insomma la lista sarebbe ancora lunga, ma il messaggio lo avete capito.

Azzeriamo tutto e per tutti.

ESEMPIO

Per fare un esempio di Alitalia, è di questa mattina la notizia che il governo, non trovando soluzioni di mercato, pensa di entrare con una quota azionaria insieme a Cassa Depositi e Prestiti e Ferrovie dello Stato (entrambi statali), insomma una statalizzazione di una compagnia in crisi da sempre perché il costo derivante dai diritti acquisiti dei dipendenti la rendono non competitiva rispetto al resto del mondo che in questo settore deve essere efficiente se vuole sopravvivere.

 

Quale sarà il risultato di questa scelta? Che le persone continueranno a pretendere i diritti acquisiti e i parassiti continueranno a fare i parassiti, a spese dei contribuenti fessi che verranno subissati di qualche altra tassa.

BASTA!

Licenziateli tutti e poi aprite un bel ufficio del personale a cui se vogliono continuare a lavorare per Alitalia devono presentare CV; dopo di chè prezzi medi di mercato e pedalare.

Swiss Air più di dieci anni fa ha fatto così ed ora è una società che funziona.

Alitalia da 20 anni non fa altro che bruciare denaro.

TOCCHIAMO I DIRITTI DI CHI NON LI HA ACQUISITI

La bubbana è finita, e con questa scusa che i diritti acquisiti non si toccano, stiamo affossando un paese ma soprattutto il futuro dei nostri figli.

In questi anni di lavoro, avendo la fortuna (anche se un bel mazzo me lo sono fatto per la verità) di aver pagato molte tasse, ho maturato anch’io dei diritti.

Perché ho la sensazione che non en beneficerò in quanto altre persone prima di me hanno spolpato tutto quello che c’era da spolpare?

CHE DIFFERENZA C'E'

Perché io che ho pagato molte più tasse di tantissime di queste persone che prendono pensioni d’oro senza aver versato nemmeno un decimo di quello che ho contribuito in questi anni, non avrò il diritto di percepire quantomeno il giusto e proporzionale a quello che ho versato?

Parliamoci chiaro, l'INPS è un gigantesco Ponzi Scheme che è pronto a saltare se non si cancellano i diritti non acquisiti. (come anche sostenuto da Luca Lixi)

Non credo ci siano diritti di serie A e di serie B, credo che i diritti acquisiti siano tali solo se realmente maturati, non se sono stati carpiti in maniera poco trasparente (per essere sempre educati).

E’ ora di dire basta.

E’ ora di resettare tutto e ripartire da zero.

Cari signori, avete mangiato e bevuto alle nostre spalle per troppi anni.

DEVE FINIRE!

Ora è il tempo che siate voi a pagare il conto della non sostenibilità.

Non sempre i “polentoni” che lavorano a testa bassa senza che ci sia un domani, perché il nostro domani lo state consumando voi oggi.

Per non parlare del futuro dei nostri figli.

Ridurre la spesa: in una famiglia se non ci sono le risorse si risparmia e se proprio si deve fare debito, lo si fa per acquistare una casa per avere un futuro migliore.

Dare soldi a pioggia a chi non ha voglia di fare nulla e soprattutto continuare a darli a chi non ha fatto nulla per meritarli, porta alla rovina.

CHIARO?

Non c’è più tempo.

Altrimenti la prossima Argentina saremo noi…

Con la differenza che abbiamo visto con la Grecia come la cara Europa tratta i sui paesi membri in difficoltà…

Arriveranno loro a spolparci quel poco che ci rimarrà.

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DB

 

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Commenti 1

 
Ospite - giuliano il Sabato, 13 Ottobre 2018 22:23

perchè non si riduce la spesa pubblica : sanità, pensioni,scuola ? perchè non si riduce il cuneo sulle imprese ? perchè non si detassa chi assume ?

perchè non si riduce la spesa pubblica : sanità, pensioni,scuola ? perchè non si riduce il cuneo sulle imprese ? perchè non si detassa chi assume ?
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