Diaman Blog

Nel blog di Diaman opinioni a confronto sui temi della finanza nazionale ed internazionale.

Return Parity™ Approach

Return Parity™ Approach

A fine luglio ho avuto il piacere di presentare il paper "Return Parity™ Approach" al World Finance Conference di New York.

Mentre tutta l'industria si focalizza sul controllo del rischio (anche noi onestamente), per dare portafogli adeguati alla propensione al rischio del cliente, in realtà il cliente vuole un risultato, è abituato ad un risultato, è abituato ad avere un rendimento che venti anni fa era attorno al 20% annuo comprando un semplice BOT, poi gradualmente è diminuito fino a scomparite.

Ma la gran parte degli investitori quando entra in banca chiede: "ma che rendimento ti me dà?" detta in veneziano.

Con gli avvenimenti degli ultimi anni gli investitori si sono resi conto che ad ogni rendimento, anche minimo è associato un rischio e forse, dico forse, che ottenere rendimenti elevati comporta non solo rischi più elevati, ma anche un'incertezza (la deviazione standard) di raggiungere l'obbiettivo più elevata.

Con coraggio e incoscienza, oltre due anni fa abbiamo lanciato un fondo chiamato Target Strategy che deliberatamente ha l'obbiettivo di dare un rendimento del 5% medio annuo nell'arco di cinque anni.

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Daniele Bernardi
Caro Luca, se legge i miei vecchi post magari la possono aiutare a comprendere meglio... le certezze non ci sono sui mercati finan... Leggi tutto
Sabato, 29 Ottobre 2016 21:41
Ospite — Luca Caiani
Sempre più convinto a voler capire... purtroppo i miei deficit continuano a limitare la mia comprensione a comprendere come un'ana... Leggi tutto
Sabato, 08 Ottobre 2016 22:07
Daniele Bernardi
Grazie Andrea, fa piacere e da forza per continuare questo impegno settimanale, Se viene da Milano passi a trovarci il 4/11 all'In... Leggi tutto
Sabato, 29 Ottobre 2016 21:42
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Si leva o non si leva?

Si leva o non si leva?

Alcune settimane orsono ho parlato della caduta del mito della cosiddetta Capital Market Line (CML per gli appassionati di statistica finanziaria) che è una ipotesi affascinante se si usano i modelli statistici uni-periodali ma che nella applicazione pratica falliscono miseramente (visto che il risultato di un investimento è multi-periodale e definito dall’andamento di singoli giorni di quotazione che concorrono al risultato finale che è tutt’altro che lineare.

Per spiegarla in parole spero comprensibili per chi non è (come non lo sono io) laureato in statistica: Markowitz e la frontiera efficiente si basano su alcune assunzioni, una delle quali è che si considerano i risultati come ottenuti in un singolo periodo, non importa quale esso sia, un giorno, un mese, un anno, un decennio, è comunque un periodo considerato singolarmente, non condizionato dal rendimento di uno o più periodi precedenti.

Se non si considera in alcun modo la traiettoria della serie storica, e la relativa volatilità, allora se da un portafoglio di investimento ottengo il 3% di rendimento medio annuo, utilizzando una leva 2 dovrei ottenere un rendimento 6% (considerando zero il risk free per facilità) e un rendimento del 9% (largo circa) se utilizzo la leva tre.

Ovvero la CML ipotizza che partendo da un portafoglio ottimale, se utilizzo la leva finanziaria ottengo dei rendimenti lineamenti crescenti (in relazione alla volatilità del portafoglio).

Nella realtà non è così non solo per i portafogli composti da più strumenti, ma anche per un singolo strumento di investimento.

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Ospite — Andrea Romeì
Buonasera Daniele. Dai miei calcoli, seguendo esattamente le modalità così come le hai descritte, con leva 7 (cioè utilizzando 100... Leggi tutto
Domenica, 02 Ottobre 2016 23:35
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Il crollo di un mito

Il crollo di un mito

Vi è mai capitato di dare per scontato quello che vi insegnano o che avete studiato persino sui paper accademici?

A me si, più volte e quella che vi racconto è un'altra scoperta che ho fatto di recente.

Avete presente la Capital Market Line che Sharpe ha descritto sul paper Capital Asset Prices: A Theory of Market Equilibrium under Conditions of Risk (che se volete potete scaricare cliccando sul link)?

Bene, è tutto tranne che una linea!

Mi ero già imbattuto in William F. Sharpe alcuni anni fa quando ho scritto il Paper The DIAMAN Ratio, in quanto ho dovuto studiare nel dettagli l'indice di Sharpe ho ho scoperto quattro difetti descritti nei post del mio blog Sharpe Ratio: i 4 difetti principali - parte 1 e Sharpe Ratio: i 4 difetti principali - parte 2.

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Ospite — Francesco
Articolo molto interessante, scrissi la tesi su Markowitz e il CAPM ma avevo i miei dubbi sulla loro applicazione e mi fa piacere ... Leggi tutto
Martedì, 11 Ottobre 2016 23:08
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