Diaman Blog

Nel blog di Diaman opinioni a confronto sui temi della finanza nazionale ed internazionale.

3 domande da non fare mai al consulente finanziario

3 domande da non fare mai al consulente finanziario

Questa settimana vorrei affrontare un tema, comunque molto importante, in tono semiserio.

Lavorando in finanza dal 1999 e avendo vissuto molte fasi diverse dei mercati finanziari, ho avuto modo di confrontarmi con tantissime persone, sia estremamente professionali, sia estremamente ignoranti, nel senso che ignoravano i funzionamenti dei mercati finanziari e le logiche di funzionamento degli stessi.

Quindi ho pensato di proporre tre domande che spesso i consulenti si sentono porre dai loro clienti o dai loro potenziali clienti che in realtà sarebbe meglio non fare mai:

1) Ho 10.000 Euro, dove mi conviene investirli?

Chi pone questa domanda in realtà cela in maniera maldestra una sua scarsa comprensione dei mercati finanziari.

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Daniele Bernardi
No Giuliano, il senso è che pianificare la propria vita dal punto di vista finanziario non si può riassumere in: "ho qualche spicc... Leggi tutto
Lunedì, 09 Luglio 2018 10:10
Ospite — giuliano galiardi
Insomma si tratta di programmare gli investimenti augurandosi di avere indietro i soldi tra 3, 5 e oltre anni. E' questa la morale... Leggi tutto
Lunedì, 09 Luglio 2018 08:45
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L’inizio della fine

L’inizio della fine

E’ passato solo un quadrimestre di questo 2018 ma i primi segnali ci sono tutti, il mercato obbligazionario ha iniziato il declino che moltissimi si aspettano da diverso tempo, ovvero il declino dei prezzi derivante dal rialzo dei tassi di interesse.

PER CHI NON CONOSCE LE OBBLIGAZIONI

Ricordiamo per chi non mastica finanza tutti i giorni, che i prezzi delle obbligazioni sono inversamente legati al rendimento delle stesse, facciamo un esempio per rendere meglio l’idea:

Immaginate che i tassi di interesse di riferimento siano al 1%, qual è il prezzo corretto di una obbligazione che ha la cedola del 5% e che scade tra 12 mesi? 104, perché se costasse di meno sarebbe interessante acquistarla perché renderebbe di più del 1%, in quanto dopo un anno verrebbe rimborsato 100 più 5 della cedola.

Mentre se ad un anno dalla scadenza, il tasso di riferimento fosse del 5%, con una cedola del 5% il prezzo corretto sarebbe 100.

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Proposta al mondo del risparmio gestito

Proposta al mondo del risparmio gestito

Troppo spesso ricevo delle schede di fondi di investimento con strategia Absolute Return che si confrontano con benchmark azionari (soprattutto nei periodi in cui i mercati azionari vanno male...).

Innanzitutto partiamo dalla definizione di Absolute Return: è una strategia di investimento che punta ad ottenere rendimenti stabili indipendentemente dall'andamento dei mercati finanziari.

Come questo avvenga spesso non è dato a sapersi, vuoi perché c'è dietro la cosiddetta "Black Box" (scatola nera, ovvero non vengono divulgate le informazioni che permettono di comprenderne il funzionamento) oppure perché viene spiegato che c'è un team di gestione che prende decisioni di investimento in base all'andamento dei mercati (che per me è una scatola ancora più nera della prima, perché sapere cosa pensano e come lo pensano e la stabilità delle loro emozioni è praticamente impossibile).

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I fondi quantitativi hanno protetto in questa fase di mercati difficili?

I fondi quantitativi hanno protetto in questa fase di mercati difficili?

Spesso le cose che non si conoscono sono ignorate o addirittura osteggiate; così accade da anni per le strategie quantitative che utilizzano dei processi di investimento rigorosi ma spesso ostici da comprendere e con molta matematica difficile da comprendere.

Quando andiamo ad acquistare una macchina nuova, guardiamo tutti i dati quantitativi con grande passione: quanti cavalli ha, quanto fa da 0 a 100 chilometri orari, quanto consuma nei cicli urbani, in autostrada, confrontiamo i dati tra diverse autovetture e  guardiamo dettagli che ci fanno emozionare come il colore della carrozzeria, i sedili in pelle e gli accessori ormai immancabili.

Quando investiamo i nostri risparmi purtroppo non usiamo le stesse logiche, guardiamo

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Paper del mese

Paper del mese

 

Il campionato dei fondi comuni: il rischio assunto dai gestori dipende dalla classifica

Ci troviamo ad inizio anno e nel mondo dei fondi comuni d’investimento è scattata la ricerca del miglior fondo 2015.

Investitori e gestori danno un’attenzione particolare alle classifiche per scoprire come si sono comportati i fondi in termini di crescita delle masse in gestione e in termini di performance realizzate nell’anno appena terminato. Si guarda non solo alle classifiche globali ma anche alle classifiche di macro e micro categoria.

Abbiamo pertanto scelto di parlare questo mese di uno studio del 2003 dal titolo: “Mutual fund tournament: risk taking incentives induced by ranking objectives”, di Alexei Goriaev, Frédéric Paolomino e Andrea Prat. Vi presentiamo un breve riassunto che fornisca le principali caratteristiche invitando a leggere il paper originale per verifica e approfondimento.

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Obbiettivo 5% annuo

Obbiettivo 5% annuo

Tutti i lettori di questo blog hanno ben presente la situazione che ci aspetterà in futuro sui mercati obbligazionari, (per chi non lo fosse invito a leggere Scusate se insisto) e soprattutto che non sarà possibile ottenere rendimenti lordi del 4% senza assumersi dei rischi non proporzionali al rendimento che si ricerca.

Oltre due anni fa, un direttore finanza di una fondazione bancaria mi ha chiesto di trovargli un'alternativa al mercato obbligazionario che con rischi contenuti puntasse a fare un rendimento accettabile (allora il 5% era fattibile con rischi tutto sommato accettabili).

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Ospite — ruggero
Ringrazio Daniele per la chiarezza con la quale ha esposto la strategia Target. Una vera innovazione, semplice, efficace. Grazie a... Leggi tutto
Domenica, 25 Gennaio 2015 19:57
Daniele Bernardi
Caro Ruggero, grazie di aver postato sul blog, ovviamente Sharpe ci scuserà. Anche Markowitz, che pur apprezziamo per l'idea genia... Leggi tutto
Domenica, 25 Gennaio 2015 21:00
Ospite — Francesco
Purtroppo da Fineco non è possibile sottoscrivere quote del fondo....
Lunedì, 26 Gennaio 2015 09:22
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Scusate se insisto

Scusate se insisto

Innanzitutto buon anno a tutti, mi fa piacere tornare a scrivere, anche se in tutta onestà comincio a scarseggiare di idee innovative da portare alla vostra attenzione.

Conseguentemente per il nuovo anno ho pensato di ripartire con un argomento già trattato ma che mi sta particolarmente a cuore, ovvero i rischi enormi che il mercato obbligazionario incorpora oggi.

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Ospite — PAOLO
Buon pomeriggio! Grazie per il tuo avvertimento e lo immaginavo dopo la caduta del pavimento fissato dalla Banca della Svizzera . ... Leggi tutto
Sabato, 17 Gennaio 2015 17:13
Daniele Bernardi
Caro Paolo, sono sicuro che il suo consulente condividerà la mia visione e saprà consigliarla al meglio, controlli comunque che no... Leggi tutto
Sabato, 17 Gennaio 2015 21:18
Ospite — Giuliano G.
Disinvestire ? e va bene ma poi dove mettiamo i soldi ? attendo con impazienza le soluzioni alternative : grazie !
Lunedì, 19 Gennaio 2015 06:22
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dopo il Drawdown c'è il Calmar Ratio

dopo il Drawdown c'è il Calmar Ratio

La scorsa settimana abbiamo parlato di Drawdown, e quindi mi sembra assolutamente in tema presentare un indicatore statistico poco conosciuto ma molto utilizzato nei paesi anglosassoni per la valutazione dei fondi Hedge, soprattutto per i CTA (Commodity Trading Advisors).

Il Calmar Ratio o Drawdown Ratio è stato creato da Terry W. Young e pubblicato nella rivista Trade Jourlan Futures nel 1991.

Young possedeva all'epoca un'azienda in California chiamata CMA (California Management Accounts) dove oltre a pubblicare una newsletter CMA Report gestiva dei fondi per i propri clienti.

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Daniele Bernardi
Ciao Roberto, la formula originale prevede il calcolo mensile, poiché è nato per valutare principalmente Hedge Fund che hanno tipi... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 18:57
Ospite — roberto boccanera
Ciao DB,grazie per il sempre atteso post del sabato. Calmar da una idea piu' rilassante dell'Ulcer!!! A parte le battute ti volevo... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 14:20
Daniele Bernardi
Ciao Marco, il mercato è drogato certo, la liquidità immessa dalle banche centrali è tantissima ed è il motivo per cui gli spread ... Leggi tutto
Sabato, 20 Settembre 2014 19:06
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Pregi (pochi) e difetti del VaR

Pregi (pochi) e difetti del VaR

Quasi tutti conoscono cos'è il VaR, ovvero il Value at Risk, meno sanno che è un indicatore che era stato richiesto e creato dal CEO di J.P. Morgan a seguito della crisi del 1987 e ancora meno sanno che inizialmente si chiamava CaR, ovvero Capital at Risk.

Ma veniamo con ordine, dopo il lunedì nero del 19 ottobre 1987 che aveva fatto perdere in un solo giorno ben più del 20% nel mercato azionario statunitense, il ceo di J.P. Morgan Dennis Weatherstone chiese ai suoi quantitativi di creare il famoso "4:15 report", ovvero un report che contenesse in una unica pagina un valore per ogni singola asset class che facesse comprendere il rischio di perdita a cui era sottoposta la banca con un valore di confidenza e di probabilità.

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Daniele Bernardi
Grazie Roberto, fa sempre piacere ricevere complimenti... soprattutto dovendo scrivere un post ongi sabato mattina...
Domenica, 13 Luglio 2014 12:12
Ospite — roberto boccanera
Assolutamente d'accordo. Complimenti per la concretezza in cosi' poco spazio.
Sabato, 12 Luglio 2014 14:52
Daniele Bernardi
Caro Claudio, per noi ci sono indicatori di rischio piu' validi del VaR che come detto non stima la sequanzialita' dei rendimenti,... Leggi tutto
Domenica, 13 Luglio 2014 12:15
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