Diaman Blog

Nel blog di Diaman opinioni a confronto sui temi della finanza nazionale ed internazionale.

Un'altra strategia con approccio Return Parity™

Un'altra strategia con approccio Return Parity™

Un mese fa ho parlato dell’approccio Return Parity™ nel post Return Parity™ Approach

Per chi non ha voglia di leggerlo spiego velocemente la logica:

Invece di cercare di mantenere costante il rischio di portafoglio, pratica diffusa con logiche di Risk Parity, che hanno l’indiscusso pregio di mantenere il rischio scelto dal cliente costante nel tempo (che sostanzialmente viene in contro alle richieste della normativa MiFID), una strategia Return Parity™ ha lo scopo di cercare di mantenere più costante possibile nel tempo i rendimenti attesi che il cliente si aspetta di ottenere.

COME OTTENERE RENDIMENTI ELEVATI

Chi ha esperienza di mercati finanziari, è consapevole della difficoltà di ottenere un rendimento con costanza, e che tale difficoltà cresce più che proporzionalmente in base ai rendimenti attesi.

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Si leva o non si leva?

Si leva o non si leva?

Alcune settimane orsono ho parlato della caduta del mito della cosiddetta Capital Market Line (CML per gli appassionati di statistica finanziaria) che è una ipotesi affascinante se si usano i modelli statistici uni-periodali ma che nella applicazione pratica falliscono miseramente (visto che il risultato di un investimento è multi-periodale e definito dall’andamento di singoli giorni di quotazione che concorrono al risultato finale che è tutt’altro che lineare.

Per spiegarla in parole spero comprensibili per chi non è (come non lo sono io) laureato in statistica: Markowitz e la frontiera efficiente si basano su alcune assunzioni, una delle quali è che si considerano i risultati come ottenuti in un singolo periodo, non importa quale esso sia, un giorno, un mese, un anno, un decennio, è comunque un periodo considerato singolarmente, non condizionato dal rendimento di uno o più periodi precedenti.

Se non si considera in alcun modo la traiettoria della serie storica, e la relativa volatilità, allora se da un portafoglio di investimento ottengo il 3% di rendimento medio annuo, utilizzando una leva 2 dovrei ottenere un rendimento 6% (considerando zero il risk free per facilità) e un rendimento del 9% (largo circa) se utilizzo la leva tre.

Ovvero la CML ipotizza che partendo da un portafoglio ottimale, se utilizzo la leva finanziaria ottengo dei rendimenti lineamenti crescenti (in relazione alla volatilità del portafoglio).

Nella realtà non è così non solo per i portafogli composti da più strumenti, ma anche per un singolo strumento di investimento.

Recente commento in questo post
Ospite — Andrea Romeì
Buonasera Daniele. Dai miei calcoli, seguendo esattamente le modalità così come le hai descritte, con leva 7 (cioè utilizzando 100... Leggi tutto
Domenica, 02 Ottobre 2016 23:35
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Quando il gioco si fa duro...

Quando il gioco si fa duro...

... i duri cominciano a giocare.

E' un vecchio detto e sono consapevole dei rischi che comporta dire una cosa del genere.

Oltre ad apparire presuntuosi, poi si attira inevitabilmente la sfiga (che ci vede benissimo a differenza della sorella fortuna), però non potevo resistere, dopo aver letto di tutto sui risultati della Brexit.

Ho ricevuto delle newsletter di società di gestione che annoverano centinaia di fondi comuni, che facevano notare che ben tre dei loro fondi il venerdì 24/06/2016 avevano ottenuto un rendimento positivo.

Che dire, bravi, ma gli altri 97? perché non mi riportate come sono andati?

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l'industria Hedge Fund in crisi?

l'industria Hedge Fund in crisi?

Riporto quanto letto sul Wall street Journal di venerdì 13 maggio 2016:

Hedge Fund Star: We Are “Under Assault”

Questa la frase di Leon Cooperman, uno dei più longevi Hedge Fund manager con i suoi 73 anni;

Siamo sotto attacco, ovvero l’industria degli Hedge Fund è per la prima volta nella sua storia per due trimestri consecutivi in raccolta negativa con deflussi nel primo trimestre del 2016 per oltre 15 Miliardi di Dollari negli Stati Uniti (se non si conta la crisi del 2008 con il caso Maddoff).

Secondo uno studio condotto da Wall Street Journal insieme

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Obbligazioni subordinate, che pasticcio!

Obbligazioni subordinate, che pasticcio!

Sicuramente attirerò molti pareri contrari a quello che sto per dire.

E' profondamente sbagliato restituire i soldi agli investitori che hanno comprato delle obbligazioni subordinate e li hanno persi.

Contraddice il principio di chi sbaglia paga, un valore che stiamo perdendo e che invece è un punto cardine del vivere coerentemente tra le persone.

Mi dispiace molto per la persona che si è suicidata a causa dei soldi, è un dramma e non va dimenticato, però è un indicatore di quanto i soldi possano condizionare un'esistenza e quanto possano manipolare le nostre menti.

Sicuramente non avere più 100.000 euro è un brutto colpo, ma se li aveva accumulati negli anni, è perché non li aveva usati, e quindi non gli erano serviti per vivere, e quindi anche se con molto dispiacere di non averli più poteva continuare a vivere lo stesso.

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Daniele Bernardi
Grazie del commento Valerio, educare gli investitori alla cultura della diversificazione del rischio ed alla sua valutazione è un ... Leggi tutto
Sabato, 19 Dicembre 2015 18:03
Ospite — Valerio
Concordo in pieno Daniele. ..anzi al 1000 per mille...ciò detto, è già qualcosa che in Italia è stato fatto passare il principio c... Leggi tutto
Sabato, 19 Dicembre 2015 10:43
Daniele Bernardi
Gentile Francesco, acquistare una obbligazione subordinata allo sportello non può esimere dal rischio che essa comporta. A me spia... Leggi tutto
Sabato, 19 Dicembre 2015 18:09
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Adeguatezza statica o dinamica?

Adeguatezza statica o dinamica?

l'adeguatezza è quel processo, realizzato da un intermediario finanziario,  che permette di assegnare ad un investitore un grado di propensione al rischio da tradurre poi in un portafoglio di investimento "adeguato" ad esso.

Senza voler entrare nel merito di come gli intermediari finanziari strutturano e propongono il loro questionario alla clientela, vorrei porre l'accento su quanto questo modello di valutazione del rischio del cliente può tradursi in un grosso problema in fase di crisi dei mercati finanziari.

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Daniele Bernardi
Gentile Alberto, il questionario MiFID è nato per tutelare l'investitore ma è utilizzato per tutelare la banca e per questo è dive... Leggi tutto
Lunedì, 15 Giugno 2015 08:56
Ospite — Alberto
Non sono molto bravo a scrivere ed esperto in finanza. Penso che il Questionario Mifid nato x tutelare i risparmiatori in realtà ... Leggi tutto
Domenica, 14 Giugno 2015 11:11
Daniele Bernardi
Gentile Giuseppe, usare un modello che sia dinamico anche nella ponderazione dei singoli indicatori è ancora prematuro, anche perc... Leggi tutto
Lunedì, 15 Giugno 2015 08:58
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Controllo di rischio dinamico

Controllo di rischio dinamico

Ormai le automobili sono piene di congegni elettronici che puntano ad aumentare la sicurezza nella guida, dal controllo di frenata (ABS), introdotto ormai più di venti anni fa, oggi ci sono una serie di sistemi per la frenata automatica, per la stabilità in curva, per evitare il ribaltamento ecc...

Tutti sistemi creati per aiutare il conducente a preservare la propria incolumità e anche la propria vettura.

Ma perché negli investimenti invece nessuno utilizza strumenti di controllo del rischio dinamici (ovvero che variano nel tempo in base alle condizioni dei mercati) che possano preservare il patrimonio degli investitori stessi e anche la loro salute (come conseguenza naturale dei mal di pancia generato dagli errori e dalle perdite di valore del portafoglio)?

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Disruption Indicator - un indicatore di turbolenza dei mercati

Disruption Indicator - un indicatore di turbolenza dei mercati

A Febbraio 2009, alla quarta edizione della nostra Conferenza Internazionale QUANTITATIVE & ASSET Management Workshop è intervenuta Carolina Minio Paluello, Head of Quant Research di Goldman Sachs.

Il suo intervento è stato per noi memorabile, ha parlato di un loro indicatore che avevano ma che non usavano che aveva predetto molto bene la crisi del 2008, solo che se ne sono accorti dopo settembre 2008, quando ormai il danno era fatto.

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